Uno Scacchista

Annotazioni, Spigolature, Punti di vista e altro da un appassionato di cose scacchistiche

Grande maestro e grande arbitro: Lothar Schmid

6 min read

(Riccardo M.)
Di arbitri di scacchi ci siamo già occupati in queste nostre pagine, parlando con Ilaria Olivo, Marco Biagioli e, precedentemente, con Giuseppe Buonocore. Ancor più in passato ebbi il piacere di parlare con alcuni altri personaggi che hanno segnato la storia dell’arbitrare gli scacchi in Italia: Gino Piccinin (che ricordo molto bene per essere stato sempre lui l’arbitro di uno dei rari tornei ai quali chi scrive prendeva parte come giocatore, quello di Arco di Trento) e, in anni più lontani, Mario Tiberti, l’arbitro dei Tornei di Zichichi al “Banco di Roma”.

L’arbitro degli arbitri (internazionali) resta però, almeno per me, il tedesco Lothar Schmid, sia perché arbitrò il “match dei match”, la sfida del secolo fra Spassky e Fischer a Reykjavik 1972, e poi i match mondiali di Baguio 1978 (Karpov-Korchnoi) e di Mosca 1986 (Karpov-Kasparov), sia perché lui era anche un signor giocatore, un Grande Maestro che nel dopoguerra seppe imporsi in numerosi tornei e distinguersi come uno dei più forti GM della Germania Occidentale. Non più giovane, nel 1970 all’età di 42 anni, raggiunse i 2665 punti Elo.

La prima partita che vidi di Lothar Schmid fu una di quelle che gli consentì nel 1973 di vincere, superando altri 109 giocatori e con 8 punti su 9, l’Open Internazionale di Mar del Plata. Suo avversario era il giocatore di casa Eduardo Vasta:

Schmid – Vasta
Mar del Plata 1973

Come dite? Niente di eccezionale? Lo so, ma è anche tra le prime partite di scacchi che ebbi occasione di ricostruire e le sono (perdonatemi) affezionato. Bene, allora guardate quest’altra, che di sicuro eccezionale lo è, essendo stata la partita più breve delle Olimpiadi di Lugano 1968:

Gibbs – Schmid
Lugano 1968

L’avversario di Lothar era un giocatore dell’equipe di Hong Kong. Ma, scherzi a parte, se vi va di cercare in rete, troverete molto di meglio, soprattutto i suoi successi contro avversari del calibro di Keres, Bogoljubov e Botvinnik, ma anche altre belle e meno note quale quella contro l’austriaco Kinzel alle Olimpiadi di Siegen 1970.

Lothar Maximilian Lorenz Schmid era nato ad Alt-Radebeul (Sassonia, Germania) il 10 maggio del 1928. Il padre, Euchar Albrecht Schmid, era un noto editore ed amico di Karl May, uno dei più popolari scrittori tedeschi di ogni tempo (e forse il più letto); nel 1912, alla morte dello scrittore, Euchar Albrecht Schmid fondò, insieme alla vedova di May, la casa editrice “Karl May Verlag”. Dopo alcuni anni assai complicati, quest’attività iniziò a produrre ottimi frutti, tanto che Lothar Schmid poté crescere in agiatezza, insieme ai tre fratelli, nella bella villa di famiglia ad Alt-Radebeul.

Lothar iniziò a giocare a scacchi per caso, nel 1941, dopo aver ascoltato con interesse dei servizi radiofonici sul torneo di “Campionato europeo” individuale in corso a Monaco di Baviera, al quale prendevano parte campioni come Alekhine e Bogoljubov e che vide il sorprendente e netto successo dello svedese Stoltz (12/15) davanti al connazionale Lundin e ad Alekhine. Subito Lothar decise di iscriversi al locale circolo di scacchi e a 15 anni divenne maestro classificandosi 2° al Campionato del Reich della gioventù hitleriana a Vienna.

Nel 1947 vinse il campionato giovanile tedesco, ma il nuovo regime della DDR non vedeva di buon occhio la casa editrice paterna e la famiglia decise, quello stesso anno e dopo aver visto distrutto gran parte del proprio patrimonio librario, di trasferirsi, con tutta l’attività, a Bamberg, cittadina della Baviera, in Germania Occidentale.

Qui Lothar si iscrisse a giurisprudenza e si laureò. Nel 1948 fu 4° alla sua prima partecipazione al Campionato assoluto tedesco. Nel 1951 il padre morì e lui ereditò la casa editrice Karl May insieme ai fratelli Joachim e Roland (un quarto fratello era perito in guerra). Si capisce, di conseguenza, come la sua attività scacchistica fosse prettamente da dilettante, dovendo prioritariamente occuparsi della “Karl May Verlag”, che nel frattempo aveva ripreso appieno la produzione.

Tuttavia gli anni ’50 furono per lui portatori di successi scacchistici di rilievo: nel 1954 Schmid fu primo a Zurigo davanti a Nievergelt ed Euwe, nel 1955 2° a Francoforte alle spalle di Darga, nel 1956 primo a Goteborg e nel 1959 ancora 2° a Norimberga dietro Unzicker nel campionato della Germania Occidentale. Nel 1958 si era anche qualificato per l’Interzonale di Portorose, ma dovette rinunciarvi per motivi di lavoro. Tra l’altro negli anni ’56-‘58 fu pure 2° nel Campionato mondiale per corrispondenza, preceduto soltanto dal sovietico Viacheslav Ragozin.

Nel 1959 gli fu assegnato il titolo di Grande Maestro. Nel 1962 sposò Ingrid, dalla quale ebbe tre figli (una femmina e due maschi).

Negli anni ‘60 vinse i tornei di Malaga (1963) e Wilderness (1964), nel 1968 fu ottimo secondo nella sua città natale, Bamberg, dietro soltanto a Keres e alla pari con Petrosian, ma davanti a Unzicker, Ivkov, Donner e Szabo. Più tardi vinse i tornei di Mar del Plata (1973) e di Londra (1980). Nel mezzo la fama più grande, quella giunta per essere stato l’arbitro principale dei tre mondiali sopra citati. Altre belle soddisfazioni venivano a Lothar Schmid dalle partecipazioni olimpiche fra il 1950 e il 1974: ben 11, con 4 medaglie d’argento individuali.

E altrettanto serie soddisfazioni gli derivavano dal lavoro. Qui fu costretto, a partire dal 2003, a guidare da solo l’azienda di famiglia, a causa della morte dei fratelli Roland (1990) e Joachim (2003). Lo aiutava il figlio Bernhard, il quale gli subentrò definitivamente quando, nel 2007, Lothar decise di ritirarsi in pensione e dedicarsi ad un’altra sua passione, ovverosia la ricchissima collezione di libri e riviste di scacchi che negli anni aveva saputo pazientemente accumulare.

Si dice si sia trattato di oltre 50.000 pubblicazioni, ovverosia di una delle più grandi collezioni private del mondo, probabilmente la più grande. E non c’erano soltanto libri fra gli oggetti raccolti da Lothar, ma anche pezzi di scacchi e scacchiere, orologi, francobolli, manoscritti, formulari con autografi ed altro ancora. Un vero e proprio museo di scacchi, con opere di assoluto pregio quali, ad esempio, una delle dieci (o 12) copie esistenti dellaRepetición de amores y arte de ajedrez, con CL juegos de partido” di Luis Ramirez de Lucena, il più antico libro di scacchi che sia stato stampato (nel 1497).

Grazie alla sua vasta cultura, Lothar Schmid fu per molti anni il presidente della Commissione FIDE “Scacchi e Arte”.

La FIDE nel 2005 gli attribuì il meritato titolo onorifico di “Arbitro di scacchi del secolo“. Esiste, a ricordare la sua tecnica scacchistica, una nota variante della Benoni (1.d4 c5 2.d5 d6 3.e4 Cf6 4.Cc3 g6) che porta il suo nome: “Schmid-Benoni”.

Un solo rammarico, se mi è consentito: è un vero peccato che Schmid, tra le tante sue occupazioni, non abbia trovato il tempo o la voglia di scrivere un libro sulle sue esperienze arbitrali e le sue tante giornate trascorse a fianco di campioni quali Fischer, Spassky, Korchnoi, Karpov e Kasparov. Mi riferisco in particolare al match del 1972 di Reykjavik; se questo poté regolarmente essere disputato e portato a termine, molto lo si deve proprio alla pazienza, alla conoscenza delle regole e delle leggi, alla diplomazia politica e all’abilità di mediazione del bravo dottor Schmid.

Lothar Schmid si spense a Bamberg il 18 maggio del 2013. Aveva da pochi giorni compiuto gli 85 anni. Un grande arbitro e un grande maestro.

2 thoughts on “Grande maestro e grande arbitro: Lothar Schmid

  1. Estimado amigo:

    Mi felicitación por su gran artículo sobre nuestro amigo, Gran Maestro Lothar Schmid!!! Lo conocí en muchos eventos y Congresos. Estuve invitado en su casa de Bamberg con un amigo coleccionista de Madrid, Ricardo Lamarca Barrios. Lothar era una gran persona y es muy bonito lo recordemos.

    Muchas gracias.

    Un cordial saludo y cuidese bien.

    José María Gutiérrez Dopino

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