Uno Scacchista

Annotazioni, Spigolature, Punti di vista e altro da un appassionato di cose scacchistiche

I Tornei Internazionali di Scacchi del Banco di Roma: Gilles Andruet

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Gilles Andruet (Foto da www.chess-and-strategy.com)

(Antonio M.)
Inizio questo excursus sui giocatori dei Tornei del Banco di Roma con un giocatore non di primissimo piano quale è stato Gilles Andruet, che giocò nel torneo B nel 1984.
Maestro Internazionale che raggiunse un ELO massimo di 2450 punti, divenne successivamente Campione di Francia nel 1988 e con la squadra francese partecipò per tre volte alle Olimpiadi; quindi, un giocatore di buon livello che si poneva a ridosso dei più forti e che di sicuro non era l’ultimo arrivato.

Gilles Andruet (foto dalla copertina di Europe Echecs N. 358 del mese di ottobre 1988)

Di lui ricordo soprattutto l’accostamento che istintivamente mi veniva in mente, e mi viene tutt’oggi, ogni volta che sentivo pronunciare questo nome: quello con l’indimenticato Gilles Villeneuve, lo sfortunato pilota canadese della Ferrari che è rimasto nei cuori dei tifosi del “Cavallino”. E l’accostamento, in questo caso, non era poi del tutto peregrino, perché Gilles era il figlio del noto pilota di rally Jean-Claude Andruet che nella storia motoristica ha rappresentato nel Rally quello che Villeneuve ha rappresentato per la Formula 1, con entrambi che hanno lasciato una traccia indelebile nell’immaginario, e nel cuore, di tifosi ed appassionati di corse automobilistiche.

Nel torneo del 1984 era molto giovane, e la sua faccia pulita, i suoi occhiali ovali ed una folta capigliatura che a me ricordava quella dei cantanti Angelo Branduardi e Riccardo Cocciante, mi suscitarono subito una simpatia “a pelle”.

Diciamo che in quel torneo non fece proprio faville, ed un fatto curioso mi rimase impresso: dopo qualche turno Andruet si presentò con la lente sinistra degli occhiali con evidenti crepe poste proprio al centro della lente. Io che portavo gli occhiali, potevo ben capire cosa significasse giocare in quelle condizioni, e la cosa che mi sorprese fu che lui non ne avesse un paio di riserva visto che giocò tutte le rimanenti partite in queste condizioni, senza toglierli mai non potendo evidentemente farne a meno.

Scacchiera portatile formato CD inserita nella rivista Panorama

Anche Uberto ricorda un fatto singolare che riguarda Andruet: per la rivista Zeitnot accettò di commentare una sua vittoria del torneo che poi pubblicammo e in quell’occasione, mentre erano nella sala giocatori decidendo quale partita scegliere, lui notò la scacchiera portatile in formato CD che Uberto aveva portato con sé e che stavano utilizzando per analizzare la partita scelta. Alla fine la novità di un tipo di scacchiera evidentemente mai vista, lo portò a chiederla in cambio dei commenti a detta partita, naturalmente più per la l’idea di possesso di una scacchiera del genere che per l’effettivo valore. Diciamo che Uberto un po’ rimase spiazzato da quella richiesta, ma alla fine lo “spirito giornalistico” che già albergava in lui lo spinse ad accettarla, anche se tutti possiamo capire quanto gli possa essere costato dare via quel pezzo praticamente quasi unico che non ebbe più modo di ritrovare! Sicuramente un tipo strano ed originale questo Andruet.

Ecco una delle sue partite di quel torneo giocata contro il cecoslovacco Gross, uno dei tre over 2400, che era l’ELO più alto, insieme a lui e allo spagnolo Gomez.



Purtroppo, il ragazzo all’apparenza mite e gentile, nascondeva una sorta di energia negativa che lo portò a smarrirsi da lì a poco tempo, intraprendendo una strada pericolosa che lo portò verso l’abisso.

Nei primi anni Novanta frequentò vari Casinò e grazie alle sue capacità matematiche, ad una memoria eccezionale e ad un metodo di conteggio delle carte usato nel Blackjack, vinse tantissimi soldi. In breve, però, la voce si sparse e gli fu proibito di giocare a Blackjack in tutte le sale da lui frequentate e poi anche in tutto il circuito internazionale dei Casinò. Oramai preso da un’irrefrenabile ludopatia, Gilles continuò però a frequentarli dandosi alla Roulette, ma in questo caso le sue doti, fino ad allora utilizzate con successo, non gli furono utili e incapace di fermarsi perse più denaro di quanto ne avesse vinto, entrando in un giro vizioso di gioco d’azzardo e droghe che lo portarono rapidamente a diventare in pratica un senzatetto rincorso dai creditori, alcuni di loro, tra l’altro, non proprio delle persone a modo.

L’epilogo fu il ritrovamento del suo corpo il 22 agosto 1995 sulle sponde del fiume Yvette a Sauls-les-Chartreux, un paese ad una ventina di chilometri a Sud Ovest di Parigi, ucciso con una mazza da baseball dopo essere stato drogato.

Una triste e tragica storia che mai avrei immaginato e che si è consumata nel corso di appena due anni, dal 1993 quando iniziò a frequentare i Casinò alla ricerca di facili ricchezze, al 1995 quando fu barbaramente ucciso a soli 37 anni sempre per denaro, da chi tentò, sembra riuscendoci, di impossessarsi di una consistente eredità che Andruet aveva ricevuto.

Bruno Cremer nei panni del Commissario Maigret (foto da knegls.blogspot.com)

Una torbida storia che sembra essere uscita dalla penna di George Simenon, con il suo Commissario Maigret che si muoveva in una provincia francese dei primi del Novecento, le cui ambientazioni mi sono sempre piaciute, soprattutto quelle della serie televisiva con protagonista l’attore francese Bruno Cremer.

Purtroppo, qui però non si è parlato di una finzione cinematografica, ma di una storia vera e il sapere che una persona che hai visto dal vivo, quasi tuo coetaneo, che hai visto parlare, sorridere, concentrarsi alla scacchiera, muoversi e gesticolare, abbia avuto un destino così tragico, mi colpì molto quando lessi di quanto successogli.

E alla fine, dopo anni d’indagini, di condanne e di assoluzioni, il caso venne archiviato come irrisolto. E sì, qui ci sarebbe voluto proprio un Commissario Maigret che, con il suo acume e la sua indiscussa bravura, avrebbe risolto il caso, cosa che alla fine però non avrebbe riportato Gilles in vita.

Un epilogo “Dark” che non ti aspetteresti nella vita di un giocatore di scacchi, che nell’immaginario comune è sempre visto come una persona pacata, riflessiva, in alcuni casi un poco strana, ma sicuramente sempre lontana da fatti violenti come quelli raccontati.

Gilles Andruet, un giocatore di scacchi con il nome di un grande pilota, che ha vissuto pericolosamente correndo velocemente e, nel suo caso, sconsideratamente a folle velocità e, come il vero pilota, che ha perso la vita in “pista” senza riuscire a rallentare ed uscire dal vortice in cui si era fatto trascinare.

1 thought on “I Tornei Internazionali di Scacchi del Banco di Roma: Gilles Andruet

  1. Io ce l’ho quella scacchierina! Finché non sono arrivati gli smartphone è sempre stata utilissima in viaggio!

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