Uno Scacchista

Annotazioni, Spigolature, Punti di vista e altro da un appassionato di cose scacchistiche

Cinquant’anni e non li dimostra (14)

(Riccardo Moneta)
Il (gatto) Bianco dorme e … In questa rubrica abbiamo sempre visto tante piacevoli e bellissime conclusioni di partita, anche da parte di giocatori di non primissimo piano. Di solito, se non sempre, tali conclusioni sono favorite da errori tattici di uno dei due contendenti, oppure da imprecisioni posizionali e strategiche.

Una piccola digressione. Il G.M. sovietico Alexey Suetin (1926 – 2001) provò a classificare le imprecisioni posizionali e strategiche, suddividendole nelle seguenti sei principali categorie:

  1. L’incapacità di giocare alcune posizioni tipiche, come quelle contraddistinte da una caratteristica struttura pedonale centrale;
  2. Il non saper sfruttare gli elementi strategici fondamentali (linee aperte, case forti e deboli, diagonali per gli alfieri, ecc…);
  3. La difficoltà nel valutare la situazione di un complesso rapporto di entità materiale (per esempio il riconoscere quando un vostro pezzo leggero e un pedone possono valere quanto una Torre avversaria);
  4. Il non riuscire a trovare un efficace piano di gioco nel vivo del passaggio fra due fasi della partita;
  5. il mancato adeguamento ai diversi tipi di esigenza comportamentale che possono verificarsi (ad esempio il momento in cui bisogna passare dalla difesa all’attacco e viceversa);
  6. La scarsa attitudine alle posizioni equilibrate, che richiedono manovre lunghe e pazienti.

Che siano stati errori tattici o imprecisioni posizionali ad aver favorito certe combinazioni, a noi qui poco importa. A noi basta goderci alcune conclusioni che esaltino la bellezza del nostro gioco e ricordare che queste ultime sono sempre alla portata di tutti, grandi e piccoli giocatori, alla portata esattamente come lo sono gli errori. L’essenziale è stare attenti, non lasciarsi scappare il momento giusto, come fa invece quel gatto nell’immagine sotto il titolo; ricordatevi il motto: “il (gatto) Bianco non dorme e vince”.

Wolfgang Ott – Emil Ungureanu
Bucarest, 1975 – Finale del campionato rumeno


Pfleger (foto Ygrek)

Più facile da vedere questa conclusione del GM tedesco Pfleger (classe 1943), basata sostanzialmente sulla maggioranza di pedoni ad Ovest:

Helmut Pfleger – Rosendo Balinas
Manila, 1975
Posizione dopo 32… Tbd8

Il seguito inevitabile e forzato sarebbe stato


A rileggerci presto!


Queste le puntate precedenti:

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3 pensieri su “Cinquant’anni e non li dimostra (14)

    1. Grazie Fabio, cerchiamo di resistere. E tanti auguri doppi, anche se con 2 giorni di ritardo!

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