Uno Scacchista

Annotazioni, Spigolature, Punti di vista e altro da un appassionato di cose scacchistiche

Scaccobollo – Botvinnik 6° Campione del Mondo 1948-57, 1958-60 e 1961-63

“Il gioco degli Scacchi, il Re dei giochi, attraverso la filatelia: la Regina degli hobby”

(Roberto Cassano)
Michail Moiseevič Botvinnik (Repino, 17 agosto 1911 – Mosca, 5 maggio 1995), ingegnere, Grande Maestro internazionale, è stato il sesto campione del mondo dal 1948 al 1957, poi dal 1958 al 1960 e dal 1961 al 1963.

Michail Botvinnik

Mikhail Botvinnik nel 1962, il suo ultimo periodo come campione

[Fonte: Di Harry Pot – [1] Dutch National Archives, The Hague, Fotocollectie Algemeen Nederlands Persbureau (ANEFO), 1945-1989, Nummer toegang 2.24.01.05 Bestanddeelnummer 914-4582, CC BY-SA 3.0 nl, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=20599117]

Botvinnik si mise in mostra presto (imparò il gioco a 12 anni e nel 1927 classificandosi 5° nel 5° Campionato dell’Unione Sovietica diventò Maestro a 16 anni): vale la pena leggere o rileggere “Un ragazzino di nome Botvinnik” a firma del nostro Riccardo.

Mikhail Botvinnik nel 1933 durante un Match con Salo Flohr

[Di Fotografo sconosciuto – match book Botvinnik – Flohr 1933, Pubblico dominio, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=10517045]

Nel grande torneo di Mosca 1935 1º a pari merito con Salo Flohr, davanti a Lasker e Capablanca, e al torneo di Nottingham 1936 1º ex aequo con Capablanca.

Oltre a vincere numerosi tornei internazionali (1° al torneo di Groningen 1946, Mosca 1947, Hastings 1961/62 e 1966/67, Amsterdam 1963 e 1966, Noordwijk 1965), tra il 1931 e il 1952 partecipò otto volte al campionato sovietico di scacchi e lo vinse sei volte: un record che condivide con Tal che ne vinse 6 dal 1957 al 1978 !

Dal 1954 al 1964 con la rappresentativa sovietica partecipò alle 6 Olimpiadi degli scacchi: giocando quattro volte in prima scacchiera conquistò 8 medaglie d’oro (6 di squadra e 2 individuali), 2 di argento (1 di squadra e 1 individuale) e 1 di bronzo (individuale).

RUSSIA 1948

Nel secondo dopoguerra, due anni dopo l’improvvisa morte di Alekhine avvenuta il 24 Marzo 1946, l’organizzazione per l’assegnazione del titolo vacante di Campione del mondo degli scacchi fu presa in mano dalla FIDE (Federation Internationale des Echecs). Tale evento segnò il passaggio del controllo del campionato del mondo dal detentore alla FIDE che invitò i sei più forti giocatori dell’epoca: tre sovietici (Botvinnik, Keres e Smislov), due statunitensi (Reshevsky e Fine) e un’olandese (Euwe, ex Campione del mondo); l’americano Fine rinunciò ed il torneo iniziò con cinque giocatori. Il torneo venne organizzato come un quintuplo girone all’italiana; ciascun giocatore incontrava gli altri cinque volte, alternando le partite con il bianco a quelle con i pezzi neri.

I primi due gironi a L’Aia (Olanda) dal 1° al 25 marzo e i successivi tre a Mosca dal 10 al 18 maggio 1948. Botvinnik, che era in una forma smagliante prese saldamente il comando della classifica, aumentò gradualmente il suo vantaggio e vinse in modo convincente con 14 punti su 20, con tre punti in più del secondo classificato Smyslov, diventando il sesto Campione del mondo degli scacchi.

Campionato del Mondo FIDE 1948

Questa la serie di tre francobolli emessa dalle poste sovietiche il 20 Novembre 1948 per commemorare la vittoria di Botvinnik del Campionato mondiale di scacchi; tra l’altro è la prima serie completa della tematica scacchi.
Nel valore nominale da 40 Kopechi di color blu-violetto-grigio è raffigurato il simbolo del torneo: una Torre nera in alto sopra una scacchiera incorniciata da uno scudo ed una scritta in russo.
Nei valori da 30 (verde-azzurro scuro) e 50 (marrone-rossiccio) vi è raffigurata la Casa dell’Unione dei Lavoratori di Mosca, sede di gioco della seconda parte del torneo.
Botvinnik è stato un giocatore metodico nella preparazione agonistica: concepiva gli scacchi come uno sport ed il suo approccio al gioco era prettamente scientifico. Il suo stile fu ampiamente influenzato da Čigorin e Capablanca e tra le sue maggiori qualità la precisione, la profondità strategica e la capacità di comprendere lo stile di gioco degli avversari.

Dopo la vittoria del Campionato del Mondo del 1948 dovette sostenere gli assalti dei più forti sfidanti, tutti sovietici, selezionati dai tornei dei candidati.

Nel 1951 pareggiò l’incontro con Bronštejn (+5 =14 -5) e nel 1954 quello con Smyslov (+7 =10 -7) conservando il titolo come da regolamento.

Nel 1957 venne sconfitto da Smyslov per 12,5 a 9,5 (+6 =13 -3) e, avvalendosi della norma che gli consentiva di ottenere la rivincita entro un anno, nel 1958 vinse per 12,5 a 10,5 (+7 =11 -5) riconquistando il titolo; questa la partita n.18:


Nel 1960 fu costretto a cedere il titolo a Tal che lo sconfisse per 12,5 a 8,5 punti (+6 –2 =13) e nel 1961 nella rivincita riuscì, come fece con Smyslov, a riconquistarlo sconfiggendo Tal in maniera pesante, in parte dovuta al suo non buono stato di salute, per 13 a 8 (+10 =6 -5): ; questa la partita n.7:


In quello stesso anno la FIDE annullò la norma che consentiva un eventuale match di rivincita.

Nel 1963 dopo aver subìto la sconfitta con Petrosian per 12,5 a 9,5 (+5 =15 -2), dato che non c’era più la possibilità di chiedere la rivincita, ormai cinquantaduenne, decise di non partecipare al Torneo dei Candidati.

Il 15 gennaio 1983 la Repubblica Centrafricana emise una serie di 6 francobolli di grandi scacchisti (Steinitz, Nimzovich, Alekhine, Botvinnik, Spassky e Fischer) con il mezzobusto del giocatore accanto ad una posizione di una famosa partita di scacchi; per Botvinnik è stata tratta dalla Botvinnik-Capablanca, AVRO 1938.

Questa la partita:

Botvinnik dopo la laurea in ingegneria elettrica alternò le ricerche nel settore alla carriera di scacchista, senza mai dedicarsi a tempo pieno al gioco, come del resto fece il professore di matematica Euwe.

Secondo alcuni dei suoi sostenitori questo suo mancato passaggio al professionismo poteva almeno in parte giustificare il suo rendimento altalenante ai vertici dello scacchismo mondiale mentre Botvinnik affermò che era più che altro dovuto all’elevatissima forza media dei campioni che lo circondavano, amandosi definire primus inter pares.

Negli anni settanta, quasi abbandonando del tutto il gioco attivo, si dedicò allo sviluppo di software scacchistico e diede un forte impulso allo sviluppo dei motori scacchistici; per le sue ricerche, l’Università degli Studi di Ferrara il 7 settembre 1991, gli conferì la laurea honoris causa in matematica.

E per aver formato le successive generazioni di grandi maestri e campioni del mondo, è considerato il “Patriarca” della scuola scacchistica sovietica.

E infine, last but not least, se volete, andate a leggere o rileggere il bel post di Uberto: Le voci dei campioni del mondo del passato: Botvinnik nel quale c’è anche un breve video dove al minuto 00:52 si può ascoltare Botvinnik “che prima dice qualche parola in olandese e poi continua in russo”.

Questa la partita:

Max Euwe – Alexander Alekhine
26ª partita del match del 1935


(Qui la rubrica precedente e qui tutti gli articoli di questa rubrica)


[Come è consuetudine si cercherà di seguire cronologicamente, senza avere la pretesa di essere esaustivi, quanto scritto sulle maggiori riviste scacchistiche italiane da vari autori (Ariodante Agostinucci, Oscar Bonivento, Giuseppe Scoleri Cardelli, ecc.); a tutto ciò si aggiungeranno informazioni dai vari cataloghi italiani ed esteri e anche dal web, facendo largo utilizzo delle immagini cortesemente rese disponibili da Roberto Cardani, titolare del gruppo Facebook ‘Filatelia e Scacchi’, che ringraziamo.]

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