Yurij Averbach compie 97 anni!

(Riccardo M.)
Auguri a Yurij L’vovič  Averbach: oggi compie la bellezza di 97 anni, essendo nato a Kaluga (Russia Europea) l’8 febbraio del 1922! Una colonna di granito degli scacchi russi e mondiali. Lui è il più anziano Grande Maestro al mondo vivente. Quanti di voi, giocatori di scacchi, firmerebbero una carta per poter annoverare, a fine carriera, i successi e le tappe di questo inimitabile personaggio?

[Nella foto di apertura, Averbach nel 1954]

Una lunghissima carriera, costellata di successi

Il Maestro Werner Kunerth

(Riccardo M.)
Ci eravamo attardati, quella sera di fine ottobre del 1980, nel magico salone del Casinò di Arco di Trento, tradizionale teatro di gioco, fin quasi, ultimi, ad esserne cacciati via. Per tal motivo fummo anche gli ultimi a prender posto a tavola, per la cena, nella accogliente e calda saletta della nostra piccola pensione. Abitudine, questa di essere ultimi, alla quale noi “ragazzi del Sud” abbiamo sempre avuto difficoltà a derogare.

[Foto dall’archivio dei circoli di scacchi di Francoforte sul Meno]

Maestro Kunerth, com’è andata la partita?

Tripoli 1976, l’anno delle due Olimpiadi

(di Bruno Manzardo)
Bruno Manzardo, per molti anni consigliere e Vice-presidente della Federazione, oggi è uno di coloro che stanno contribuendo alla realizzazione del libro sui 100 anni della FSI. Sul libro si parlerà anche del 1976 e della spedizione olimpica italiana in Libia, ma qui Manzardo ha voluto regalare al Blog, su quell’avventura, qualche nota di colore in più. Volentieri pubblichiamo. (La Redazione)
Haifa 1976. 48 nazioni parteciparono alle Olimpiadi ufficiali ad Haifa, in Israele…

Minaccioso e irruento era Kotov

(Riccardo M.)
“Gli scacchi sono un gioco complesso, tuttavia milioni di persone ne sono affascinate. Alcuni raggiungono la forza di un giocatore di alto o medio livello, altri si accontentano di rimanere, per tutta la vita, “principianti”. Eppure, sicuramente anche ad un giocatore debole piacerebbe affermarsi, ed essere conosciuto, come maestro, o addirittura come grande maestro. ….” (A.Kotov)

(nella foto, Alexander Kotov in Italia, a Venezia nel 1950)

Come si diventa grandi maestri?

Ding Liren, nuovi obiettivi per il 2019

(Uberto D.)
Ding Liren è uno tra i giocatori più accreditati per sfidare Carlsen nel 2020 per il titolo mondiale. L’ultimo anno è stato decisamente memorabile per il 26enne cinese: partcipazione al Torneo dei Candidati, infortunio durante il torneo Altibox Norway, vittoria alle Olimpiadi (oro di squadra e individuale in prima scacchiera), ingresso nel “Club 2800” e, soprattutto, una serie lunghissima senza sconfitte. Il 2019 agonistico comincia per lui il 12 gennaio con il Tata Steel Chess, ma oggi voglio rivedere con voi una partita importante del 2018, quella che ha chiuso la sua serie positiva lunga 100 partite!

[Ding Liren durante la cerimonia di apertura del Torneo Shenzen 2018 (foto da www.qipai.org.cn)]

7 obiettivi per il primo cinese sopra i 2800

Clarice Benini, una vera figlia d’arte

(Mauro Berni – Roberto Cassano)
La scacchista fiorentina Clarice Benini (1905 – 1976), è stata una vera figlia d’arte. Rimase orfana a 15 anni quando a Viareggio, durante un torneo di scacchi, morì il padre Giuseppe (1854-1920); appassionato ma discreto giocatore che, però, nell’11° Torneo Nazionale di Roma del 1911, vinse questa famosa partita col Maestro Reggio effettuando un doppio sacrificio consecutivo delle Torri!

[Torneo Internazionale di Levanto 1957, i partecipanti con la Benini al centro, da “Archivio Fotografico” di C.Sericano]

Tale padre tale figlia…

Nel centenario di Carl Schlechter

(Riccardo M.)
Rieccoci con Schlechter. Parliamone ancora un po’, anche oggi, di questo personaggio unico nel panorama internazionale degli scacchi.
Unico perché forse mai è accaduto nella storia (a parte il Bronstejn del 1951) che un giocatore sia arrivato ad un piccolo passo dal titolo mondiale senza poter mettere sul piatto della bilancia quelle necessarie caratteristiche di “killer instint”, cioè di cattiveria, di estrema volontà di piegare l’avversario, di ergersi un palmo sopra tutti gli altri.
Era troppo un buon uomo, Carl…

120 anni fa, con Schlechter

(Riccardo M.)
100 anni fa non c’era più, Carl Schlechter (Vienna 02/03/1874-Budapest 27/12/1918).
Ricorre infatti oggi il centenario della morte di Schlechter, uomo mite e campione eccezionale che solo la ingenerosa dea Caissa si rifiutò di nominare “Campione del mondo” e che passò alla storia, poco giustamente, come “il re delle patte”, avendo (si dice) pattato 700 partite, circa la metà di quelle da lui giocate, un record per quegli anni.
Fra il 1906 e il 1908, Carl era stato forse il miglior giocatore del mondo.

Powered by WordPress.com.

Up ↑