Portisch, il Mozart magiaro

(Riccardo M.)
Lajos Portisch è forse il più forte giocatore ungherese di sempre. Fenomenale nei tornei, qualche piccola crepa psicologica nei matches individuali non gli permise mai di arrivare alla massima sfida mondiale. Di lui abbiamo già parlato lo scorso 4 aprile.

[Portisch, a sinistra, con Fischer, Spassky e altri noti maestri a Santa Monica 1966]

Segno zodiacale ariete (è nato il 4.4.1937), come un ariete così incornò il povero cubano Joaquin Carlos Diaz al torneo “interzonale” di Biel 1976.

Diaz-Portisch dopo la 27a del Bianco
J.C.Diaz-L.Portisch, Biel 1976

Pezzi attivi, colonne semiaperte, non si poteva lasciare ad un GM come Portisch l’occasione di incornarti senza scampo: 27. … Txa4 28.bxa4 Cg4 29.De2 (se 29.Te1 vince Af6) 29. … Cxe3 30.Dxe3 Af6 31.Dxc5 Tb2 32.Ag2 Df4 33.Tab1 (se 33.Tc2, il nero semplicemente cambia in c2 e prende in a1),

Diaz-Portisch dopo 33.Tab1

33…Txg2+!   34.Rxg2.Dxe4+ 0-1

L’alfiere camposcuro del Nero è stato micidiale!

Non è capitato contro Diaz, ma uno dei punti deboli del magiaro era pure qualche incertezza contro giocatori minori. Nel caso di Biel, dove lui era forse il principale favorito (vinse invece Larsen), le sconfitte contro Sanguineti e Lombard (entrambi fra gli ultimi) gli costarono il primo posto e lo trascinarono allo spareggio a tre con Tal e Petrosian, spareggio che poi superò a fatica solo grazie alla non buona forma di Tal.

In realtà, più che ariete, qualcuno lo ha meglio definito “il Mozart degli scacchi”. Davvero alcune sue partite paiono delle sinfonie perfette. Ad esempio vi segnalo quella con la quale piegò proprio Larsen (che mica era un qualsiasi Diaz …) nell’ultimo turno di San Antonio 1972, in cui vinse il primo premio (diviso con Karpov e Petrosian), partita che fu giudicata da da Chess Informator come la migliore del semestre, ivi comprese quelle del match Spassky-Fischer da poco conclusosi a Reykjavik. Pensate che Fischer, che era tra il pubblico, quando la partita si concluse si avvicinò a Portisch e gli strinse la mano, congratulandosi con lui calorosamente per il suo gioco e per il suo spirito combattivo (forse è stata l’ultima cosa normale fatta dall’americano nella sua vita).

Ecco la tabella di quel torneo:

San Antonio 1972
San Antonio 1972

Altri hanno definito Portisch “il Botvinnik ungherese”, ma lui ha qualcosa che lo accomuna di più a Smyslov: una bella voce da baritono e la passione per l’opera. E’ stato un buon giocatore anche suo fratello minore (classe 1939), il MI Ferenc .

Ma con Lajos Portisch non finisce qui: torneremo di sicuro a parlarne.

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