Uno Scacchista

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Carlsen “reloaded” vince anche in Norvegia

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(Uberto D.)
Come ampiamente previsto, Carlsen ha vinto agevolmente l’Altibox Norway Chess 2019, chiudendo i giochi con un turno di anticipo grazie alla vittoria (nella partita a cadenza classica) contro Yu Yangyi, suo inseguitore più prossimo. La prestazione del campione norvegese è stata convincente, al di là delle dichiarazioni di autocritica (“Il mio gioco nella sezione classica è stato mediocre: devo migliorare“) rilasciate dopo l’amara, anche se ininfluente, sconfitta patita con Caruana nell’ultimo Armageddon del torneo.

[Foto di apertura di Maria Emelianova]


Gli ultimi 3 turni del torneo non hanno modificato sostanzialmente quanto avevo scritto nell’ultimo post sul Norway Chess. Le uniche variazioni di rilievo sono state un bel rush finale di Caruana (risalito al 4°-5° posto) e la conclusione negativa di Mamedyarov (sceso al 9° posto). Ecco la classifica finale.

Il vantaggio di 3 punti di Carlsen la dice lunga sulla superioirtà del norvegese che nel 2019 ha vinto tutti i 7 tornei a cui ha partecipato, indipendentemente dalle diverse cadenze e dalla qualità degli avversari. In un’intervista dopo la conclusione dell’8° turno (quindi a risultato acquisito) Carlsen ha riconosciuto che il suo gioco è nettamente migliorato, anche se, con il suo solito humor, ha precisato che rispetto alla qualità mostrata nel 2017 e nel 2018 questo non significa un granché.

La Konserthus di Stavanger

Ciò, ovviamente, non è vero. Carlsen ha decisamente cambiato marcia, riportando nel suo gioco molti elementi dinamici che si erano un po’ persi strada facendo. Al suo approccio apparentemente minimalista in apertura (ma le sue innovazioni nella Siciliana Sveshnikov sono state e sono tuttora impressionanti), ha aggiunto la volontà e la capacità di sacrificare pedoni nel mediogioco per conseguire vantaggi dinamici, come ben dimostrato soprattutto a Shamkir e al Grenke. Rispondendo a una domanda specifica di Judit Polgar su come giustificasse i suoi recenti risultati, Carlsen ha confermato che si è molto ispirato alle partite di AlphaZero per migliorare il suo stile con questi nuovi elementi dinamici, ma anche alle idee che Daniil Dubov, uno dei suoi secondi al mondiale, gli ha suggerito. Come ha detto Carlsen,”E’ bello vedere che esistono ancora così tante idee da esplorare negli scacchi“. La sfida è adesso per i suoi avversari che devono trovare il modo di rispondere a questa nuova versione di Carlsen, il “Carlsen reloaded” del 2019.

Vediamo la sua vittoria dell’8° turno contro Yu Yangyi, la partita che gli ha consegnato il titolo.

Yu Yangyi ha ben figurato nel primo torneo di altissimo livello a cui ha partecipato.

Tornando alla classifica del torneo, la posizione finale di Ding Liren ha fatto storcere il naso a molti, visto che il cinese ha chiuso a +2 come Carlsen ma si è classificato solo al 6° posto avendo perso ben 6 dei 7 Armageddon che ha giocato. Ecco la classifica finale della sola sezione a cadenza classica.

Le regole erano chiare fin dall’inizio, quindi le critiche non sono state rivolte alla vittoria di Carlsen (ci mancherebbe), quanto al peso dato alle partite di spareggio. Come ha fatto notare Caruana, pattare una brutta partita e poi vincere l’Armageddon magari per una svista dell’avversario non può valere solo messo punto in meno di una vittoria a cadenza classica. Se manterranno questa impostazione anche per il 2020, gli organizzatori, che hanno dimostrato una buona reattività cambiando in corsa il protocollo di gioco degli spareggi in modo da evitare sovrapposizioni e quindi perdere spettatori, probabilmente modificheranno il peso delle vittorie, magari con 4 punti per la vittoria, 1,5 per la patta e un ulteriore punto in palio nello spareggio (come suggerito da Peter Svidler).

Aronian ha dimostrato di saper giocare ancora ai massimi livelli

In ogni caso, organizzatori e siti specialistici hanno festeggiato i maggiori ascolti grazie alle partite Armageddon, anche se questo è forse l’unico risultato di cui andare soddisfatti: non c’è stata nessuna riduzione delle patte (a consuntivo circa il 76% delle partite) e, anzi, in qualche caso i giocatori hanno scelto di “lavorare meno”, con rapide patte a cadenza classica.

Non è certo stato il caso della sfida Caruana-Carlsen dell’ultimo turno. Anche a risultato acquisito, la partita è stata vera e difficile. Vediamone la parte finale, giocata in un drammatico zeitnot, esacerbato dal fatto che nel Norway Chess 2019 non viene data nessun ulteriore disponibilità di tempo dopo la 40ª mossa.

Tutta la partita è stata giocata sulla superiorità delle due Torri del bianco e della Donna del Nero. Va sottolineato come la decisione di iniziare questa interessante diatriba sia stata di Caruana, che avrebbe potuto proseguire in precedenza in maniera più “ortodossa” e mantenere la partita sui binari più usuali di parità. Ora invece siamo in una posizione molto difficile per entrambi, in particolare per Carlsen che ha pochi minuti sull’orologio. Caruana decide di giocare attivamente contro il Re nero, a costo di perdere il pedone c3.

Immediatamente dopo la partita, Carlsen ha mostrato a Caruana la continuazione vincente alla 50ª mossa, ma dopo pochi secondi di riflessione, Caruana ha scrollato le spalle e si è alzato per cominciare a prepararsi per l’Armageddon.

Carlsen abbandona

Finire il torneo con l’unica sconfitta (anche se nell’Armageddon), per di più contro il suo attuale grande rivale Caruana, non è certo stato ciò che sperava Carlsen, ma l’esito di questa partita non cambia la sostanza: Carlsen “reloaded” continua a giocare bene e a vincere con una superiorità a volte imbarazzante. Nuove sfide lo attendono: dal 26 giugno il Grand Chess Tour di Zagabria , la lunga trasferta di Agosto a Saint Louis e più avanti, in Ottobre, il mondiale Fischer Random ma, siamo sinceri, la sfida più difficile è per i suoi avversari, chiamati a trovare nuove strade per controbattere le strategie aggressive del Campione norvegese.

[Ad esclusione dell’immagine di apertura, tutte le foto sono di Lennart Ootes, tratte dal sito ufficiale del torneo]

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