Uno Scacchista

Annotazioni, Spigolature, Punti di vista e altro da un appassionato di cose scacchistiche

La “Partita senza confini”

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[Daniel Perone, Argentina]
Quando scrissi “La partita dell’amicizia”- articolo pubblicato sulla Newsletter A.S.I.A.S. [1] n.31 del Maggio 2017 – non potevo neppure lontanamente immaginare che quell’articolo sarebbe stato preso in considerazione per un’attività dove l’amicizia  oltrepassa gli scacchi.

Sto parlando di “La partita senza confini”, una curiosa maniera di stringere i legami tra i giocatori di scacchi per corrispondenza attraverso un confronto in cui nessuno sarebbe, individualmente, né vincitore né vinto.

Ma di che cosa si tratta? Si tratta di una partita amichevole di scacchi per corrispondenza nella quale uno scacchista fa la prima mossa col bianco ed invia l’e-mail ad un suo amico scacchista; quest’ultimo farà la prima mossa con il nero e sceglierà un altro suo amico scacchista il quale, ricevuta l’e-mail, invierà la seconda mossa del bianco ad un altro suo amico scacchista che farà la seconda mossa del nero, e così via…

Ogni giocatore una mossa, ed alla fine tutti hanno partecipato ! Sì, perché questa stramba maniera di confronto permette la partecipazione sia di un G.M. che di un dilettante. I partecipanti non furono scelti a casaccio, bensì dall’elenco di tutti quelli che si iscrissero alla gara, pertanto una cosa è sicura: tutti hanno partecipato di buongrado.

Questa bella e interessante manifestazione organizzata dall’A.S.I.A.S. ha visto la partecipazione di 70 giocatori in rappresentanza di 6 nazioni e dopo circa 7 mesi di gioco la partita è terminata patta alla mossa 35 per triplice ripetizione di mosse.

La partita non ha avuto la pretesa di essere una partita memorabile, nemmeno da studiare a fondo. Perché? Perché, ad esempio, sono state giocate delle mosse in contrapposizione con le idee relative alle mosse precedenti; ed è comprensibile, infatti, che fra tanti partecipanti i piani di azione siano stati talvolta cambiati, logica conseguenza, dall’insieme degli intelletti che decidevano le mosse degli opposti colori.

Cioè, tracciando un paragone musicale o pittorico, possiamo immaginare un’opera in cui ogni musicista compone una sola battuta, oppure un dipinto in cui ogni artista dà una sola pennellata.

Che sia un’idea bellissima e molto gradita non è forse vero? Tanto bella che sembra la  scintilla di un sogno e ogni tanto i sogni diventano realtà. Certo, una attività come questa di sicuro attira l’attenzione al di là degli scacchi ed il risultato sportivo, la patta, non ha fatto  che confermare le aspirazioni degli organizzatori.

Certamente l’amicizia promossa dalla partita si propagò superando le lingue, le distanze ed ovviamente le frontiere.

Vale ulteriormente chiarire che non si giocò tramite posta ordinaria, ovvero la mitica cartolina postale, per cui, ben presto l’e-mail con le mosse, partendo dall’Italia, arrivarono in Canada, Germania, Bulgaria, Argentina ed Inghilterra.

Non c’è dubbio che  la tecnologia, sempre più presente, ha velocizzato lo svolgimento della partita e questo favorì il ritmo, la cadenza  di gioco. Così  Bulgaria ed Argentina, distanti 12.709 km, grazie alla posta elettronica diventarono “vicini”.

La partita, insomma, è stata un successo ! Con un bilancio nettamente positivo nell’aspetto umano e con alcune mosse degne di segnalazione sotto l’aspetto scacchistico.

C’è anche da annotare che, nonostante l’innegabile importanza, la suddetta impresa  non fu né un caso unico né isolato. Esistono  almeno due precedenti, il primo  viene citato nel Manuale di Paluzie y Lucena (Tomo III; pagina189, Barcellona 1912) la “Partida errante” in riferimento a quel confronto che tra il 16/8/1882 e il 14/3/1883 che coinvolse settanta scacchisti. Quella partita ottocentesca è stata iniziata a Brooklyn (Stati Uniti) e dopo 7 mesi e trentacinque mosse finì a Glasgow (Scozia).

L’altro caso, il secondo, è la “Partida de la amistad” che,  iniziata nel  1971 in omaggio alla L.A.D.A.C. [2], terminò nell’anno 1976 quando entrambi i colori accettarono senza problemi il risultato di parità.

Ricordo che gli organizzatori si sono sorpresi in relazione all’esito ottenuto, giacché avevano partecipato 108 giocatori non solo dell’Argentina, ma anche di altre nazioni del continente americano come Venezuela, Canada, Uruguay, Stati Uniti e Bolivia.

C’è da notare che ognuna di queste tre partite appartiene ad un secolo differente – XIX, XX e XXI – ed ovviamente possiede le sue particolari caratteristiche in relazione all’epoca in cui è stata giocata; tutte e tre gli eventi ebbero successo, contribuendo non solo ad avvicinare al telegioco nuovi praticanti ma, soprattutto, tutte e tre hanno avuto un denominatore comune: l’amicizia.

Voglio precisare che sono stato invitato a partecipare a questa manifestazione sportiva e per sorte fortunata ho dovuto fare la quinta mossa col bianco (5.Cg3).

Adesso vediamo lo svolgimento della “Partita senza confini” che così come la “Partida errante” ottocentesca finì, curiosamente, dopo 7 mesi e trentacinque mosse.


[1] Associazione Scacchistica Italiana Amici Sumus
[2] Liga Argentina de Ajedrez por Correspondencia


Daniel Perone è nato a Moquehuá, un paesino delle Pampas, nel 1952. Insegna Educazione Fisica nella scuola media. Da sempre interessato agli scacchi: giocatore attivo a tavolino e per corrispondenza fino agli anni ’90 quando è passato dall’agonismo alla composizione. E’ socio vitalizio di LADAC (Liga Argentina de Ajedrez por Correspondencia) e socio onorario dell’API (Associazione Problemistica Italiana). Ha scritto il libro “El otro ajedrez” e l’e-book “Pensieri in bianco e nero”, una rassegna degli articoli scacchistici pubblicati su Rivista Scacchi, Sinfonie Scacchistiche e le Newsletter ASIAS e ASIGC.

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