Uno Scacchista

Annotazioni, Spigolature, Punti di vista e altro da un appassionato di cose scacchistiche

– 30 al “Roma Città Aperta”

7 min read

(Riccardo M.)
Nel 1871 la capitale d’Italia venne trasferita da Firenze a Roma. Nel 1875 l’Accademia Scacchistica Romana (il celebre circolo del grande Serafino Dubois) organizzava il “Primo torneo nazionale dei giuocatori di scacchi”.

Da quel torneo sono trascorsi ben 144 anni. Davvero tanta acqua ha lambito Ponte Garibaldi e le sponde dell’isola Tiberina in tutto questo tempo, e davvero tanta superficialità e insipienza deve aver colpito negli anni più recenti la nostra città se oggi i romani più attenti e sensibili si sentono secoli lontani da quei giorni di crescita e di speranza. Davvero tanta acqua è passata, se perfino chi, come me, è nato e vissuto a Roma e ha sempre tifato per i colori giallorossi della Capitale, oggi inizia a porsi qualche domanda, a chiedersi perfino se, un giorno più o meno lontano, la capitale d’Italia sarà meglio di nuovo trasferirla, ad esempio a Milano.

Pochi settori della cultura e dell’economia romana sono ancora vitali e genuini, e debbono lottare ogni giorno contro i malanni ormai noti e cronici di questa città e con le difficoltà che la miope inerzia e la lentezza amministrativa del comune stendono sul loro sentiero.

Fra questi benemeriti settori che non vogliono arrendersi e che reagiscono, combattendo e trovando con successo il loro spazio, annoveriamo quello scacchistico. E, fra le attività scacchistiche degli ultimi anni, merita senz’altro il primo gradino del podio il Festival Internazionale “Roma Città Aperta”, il torneo inventato dal nulla dagli amici Pedrinzani, Carconi e Andreozzi della Scuola Popolare di Scacchi, insieme al CSEN (Centro Sportivo Educativo Nazionale), un torneo che quest’anno giunge alla sua quarta edizione e che rende omaggio, nel nome, al famoso film del 1945 di Roberto Rossellini (con Anna Magnani e Aldo Fabrizi), il capolavoro del neorealismo cinematografico italiano.

Massimo Carconi

Ne abbiamo dato anticipazione, della edizione n. 4, in questo articolo dello scorso aprile:

Abbiamo quindi lì segnalato come quest’anno il Festival avrà come sottotitolo “Bicentenario Accademia Scacchistica Romana” grazie all’impegno dei Presidenti della ASR, Lorenzo Castellano e Bruno Roberti, che hanno affiancato il nome dello storico circolo romano del Dubois a quello dato dai primi organizzatori a questo torneo.

Sull’A.S.R. potete trovare qui i precedenti articoli di Roberto Cassano e di Glauco Senesi.

Ricordo i vincitori del “Master” delle prime tre edizioni:

2016: Evgeny Romanov (Russia);
2017: Emre Can (Turchia);
2018: Yuri Solodovnichenko (Ucraina)

E allora oggi torniamo a parlare del “Roma Città Aperta”, anticipando l’edizione numero 4, che partirà esattamente fra 30 giorni, con i suoi probabili principali protagonisti.

Forse nei nostri precedenti articoli non abbiamo sottolineato abbastanza la praticità, vivibilità e bellezza della sede di gioco, ovvero l’ampia sala principale dell’Hotel Eurostars Roma Aeterna. Anche questo moderno ed efficiente Hotel può vantare un particolare che lo avvicina alla storia dell’ASR: sorge infatti in un settore di un edificio storico, completamente rinnovato e moderno, che un tempo era la sede della Società Farmaceutica Serono. La fabbrica fu inaugurata nel 1909 dall’imprenditore torinese Cesare Serono, ebbe fino a 300 dipendenti, fu gravemente danneggiata durante la seconda guerra dai bombardamenti alleati che colpirono principalmente la zona del Casalino-Pigneto-San Lorenzo, e restò attiva fino al 1977, quando le attività della Serono Farmaceutica vennero trasferite in Svizzera.

Agli inizi del nostro secolo una parte della ex Fabbrica venne ristrutturata e divenne poi, appunto, l’Hotel (che è di proprietà -se non erro- di una società catalana), mentre altra parte restò alla società farmaceutica tedesca Merck, che nel 2006 aveva acquisito la Serono.

L’Hotel Eurostars Roma Aeterna è a poco più di un paio chilometri dalla Stazione Termini, in una zona anch’essa di pregio storico, quella del Pigneto, ed è piuttosto facilmente raggiungibile. E’ un “4 stelle” che dispone di 144 stanze, di 7 saloni per congressi ed eventi, il più grande dei quali, di ben mq 244 (Sala Palatina), può ospitare fino a 260 persone.

Piazza del Pigneto, dove è l’hotel, deve questo suo nome ad una lunga fila di pini mediterranei che furono piantati dalla famiglia Caballini presso la settecentesca Villa Serventi e che sono in parte sopravvissuti e visibili alla fine di via Fanfulla da Lodi.

Chi volesse regalarsi per Natale un bel torneo, ben organizzato ed in una location più che accogliente, e magari tornare a far visita a San Pietro o ai Fori Imperiali, fa ancora in tempo ad iscriversi al Festival: non commetterà di certo un errore, considerato anche il buon livello dei giocatori che già risultano iscritti e di cui andiamo brevemente qui a parlare (ma è ovvio che da qui al giorno 8 dicembre potrebbe esserci qualche variazione sui nomi e -speriamo- qualche gradita sorpresa in più).

Il numero 1 del seeding è per ora l’olandese nativo di Krasnodar (Russia) Sergei Tiviakov (Elo 2613), nome già noto al palcoscenico italiano. Ricordo le parole che su di lui trent’anni fa scriveva per “L’Italia Scacchistica” (novembre 1989) Antonino Faraci dopo il Festival di Imperia: “…. Tiviakov, imbattuto, ha vinto il magistrale con p.6,5 su 9, per spareggio su Oll e Yermolinski …. Tiviakov, fresco campione del mondo under 16, ha colpito tutti. Ha davvero lo sguardo del giocatore dal grande futuro!”. In realtà Tiviakov, che oggi ha 46 anni, sarebbe poi arrivato solo a sfiorare quota 2700 (2699 nel 2005).

Il numero 2 è il tedesco Dmitrij Kollars (Elo 2587), classe 1999, ormai alla sua quarta partecipazione al Roma Città Aperta, un giovane in costante ascesa e che potremmo forse considerare il principale favorito del Torneo “A”.

Dmitrij Kollars

Il numero 3 è l’ultimo iscritto (notizia di ieri l’altro): il non ancora diciannovenne australiano Anton Smirnov (2573), il quale nel 2014, a 13 anni, divenne il più giovane maestro internazionale al mondo. Figlio del M.I. Vladimir Smirnov, che gli insegnò il gioco quando aveva quattro anni, ricordo di lui che nel 2016, intervistato da Susan Polgar, disse (con modestia e sicurezza inconsuete per un ragazzo di 15 anni) che non aveva nessuna intenzione di diventare uno scacchista professionista.

Il numero 4 è l’italiano di Montebelluna Pier Luigi Basso (2563), che compirà 22 anni proprio il prossimo 15 dicembre e che ci terrà molto a farsi un bel regalo di compleanno a Roma. Quest’anno Basso ha già vinto a Portoroz e a Cutro, è arrivato ottimo secondo a Berlino e a maggio si è laureato campione italiano “Blitz” a Montesilvano (p. 9,5/11).

Il numero 5 è  il ventunenne moscovita Maxim Vavulin (2556), che nel dicembre 2017 stupì tutti a Katowice conquistando il titolo europeo “Rapid” grazie ad un notevole “6 su 6” finale, ma che ancora non ha saputo dar seguito a quelle promesse.

Il numero 6 è un altro russo, Evgeny Vorobiov (2555), classe 1976, piuttosto in ombra in un 2019 che lo ha visto impegnato anche a Cutro e a Trieste. Evgeny è un esperto della difesa Siciliana.

Il numero 7 è Vladimir Epishin (2551), classe 1965 da San Pietroburgo, che a cavallo tra gli anni ’80 e ’90 è stato a lungo tra i “secondi” di Karpov.

Le Americhe sono rappresentate dal GM brasiliano Alexander Fier (2532). Sarà della partita anche sua moglie, la georgiana di Francia e WGM (2220) Nino Maisuradze. In tutto sono 15 i Grandi Maestri pre-iscritti al Master. A difendere i colori italiani ci saranno probabilmente anche i GM Luca Shytaj e Danyyil Dvirnyy.

Per chi, invece, preferisce andare a caccia di nuovi talenti, si possono segnalare un ragazzo sudafricano, il MF Yashil Modi, 14 anni, ed un bambino di Singapore, Zi Han Goh, 10 anni e già 2134 Elo. Ma il più giovane di tutti sarà probabilmente l’indianino (classe 2010) Aarav Dengla.

Già molte le pre-iscrizioni. Buon segno. Unico neo, per il momento, è la scarsa adesione femminile. Nel Master, dove non appare nessuna italiana, le ragazze, oltre la Maisuradze, sono in tre: le M.I. Hanne Goossens (Belgio) e Olga Vrublevskaya (Russia), con l’indonesiana Evi Lindiawati. Anche nell’Open secondario sono presenti appena tre nomi femminili, quelli delle italiane Anna Alessio e Maria Celeste Codispoti e della finlandese Kirsi Sayanajakangas.

Ecco qualche immagine dalle passate edizioni:

A sinistra, il GM indiano Shyam Sundar
il M.F. Mario Sibilio, quasi immancabile, storico esponente dello scacchismo romano

Giovani e meno giovani, di tutti i continenti e religioni: al “Roma Città Aperta” (e negli scacchi in genere) c’è spazio per tutti!

Ricordate allora le date. Roma, 8-15  dicembre 2019: 4° International Chess Festival Roma Città Aperta-Bicentenario Accademia Scacchistica Romana

Quest’anno al Festival si aggiungono varie altre manifestazioni collaterali. Anzitutto una conferenza stampa ad arricchire la cerimonia di apertura domenica 8 dicembre, poi un’altra per il bicentenario del’ASR il venerdì successivo, poi il mercoledì un corso di Alex Rombaldoni “Educare con gli scacchi”. La manifestazione si articola in un “master” (over 2000) e in un torneo secondario. Ci saranno anche un torneo “blitz” e il campionato nazionale CSEN “under 16”.

Sono inoltre previsti un’esposizione di quadri a tema scacchistico ed una esposizione di pezzi e scacchiere da collezione a cura del “Chess Collector Italia” (http://www.cci-italia.it/) Non ci sarà sicuramente da annoiarsi!

Mi auguro che non manchi neppure la presenza del pubblico, ovvero che finalmente qualche appassionato di Roma sappia cogliere l’occasione per ammirare gli scacchi dal vero e non solamente su internet, come avviene ormai troppo spesso quasi ovunque. Internet ha avuto un valore incommensurabile nella diffusione del gioco, è vero, ma su internet gli scacchi non sono che un grattacielo di mosse. E’ solo seguendo un torneo di persona che si può pienamente apprezzare la competizione, la psicologia e le caratteristiche umane, oltre che tecniche, dei protagonisti e di conseguenza innamorarsi definitivamente di questo bellissimo sport.


P.S.: l’immagine di copertina, raffigurante la ex-sede della casa Farmaceutica Serono, appartiene all’archivio di “Roma Sparita”, tutte le altre foto sono dell’autore di questo articolo. Si ringrazia Massimo Carconi per le anticipazioni che ci ha fatto pervenire. 

2 thoughts on “– 30 al “Roma Città Aperta”

  1. Bell’articolo, complimenti. Speriamo tutti che appassionati a giocatori giungano numerosi. Il Torneo lo merita.

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