Uno Scacchista

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La mossa più corretta mai giocata in Inghilterra

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(Uberto D.)
Un brillante sacrificio, forse? Un inaspettato zugzwang? Una mossa in finale più sottile di uno studio? No, nulla di tutto ciò. Quando nel 1936 a Nottingham Gordon Ross, presidente della English Chess Federation, introdusse l’autore della “mossa più corretta mai giocata in Inghilterra” si riferiva a ciò che fece il forte sloveno Milan Vidmar contro J.R. Capablanca al Torneo di Londra del 1922.

Se andrete a rileggere la trilogia di articoli pubblicati recentemente da Riccardo sul “Torneo del Congresso” giocato a Londra nel 1922, vedrete che Capablanca vinse quel torneo con un punto e mezzo di vantaggio su Alekhine e due su Vidmar, che sconfisse nello scontro diretto. Quale mai sarà stata quindi questa super-mossa se alla fine Vidmar perse la partita?

Milan Vidmar (Digital Library of Slovenia, Public Domain)

Rileggendo con attenzione quello che scrisse Capablanca nelle sue “impressioni sul torneo“, notiamo il riferimento al “contegno davvero cavalleresco di tutti i giocatori” e che il campione cubano dichiarò “Dopo la mia partita con Tartakower (N.d.A. all’8° dei 15 turni), fu per me evidente che occorreva uno sforzo in più per essere il primo. A questo fine mirai seriamente per alcuni giorni. Ebbi la buona fortuna di ottenere cinque vittorie consecutive...”

Il culmine di questa serie di vittorie fu proprio quella del 13° turno contro Vidmar di cui Capablanca scrive “La mia miglior partita fu forse quella contro Vidmar. Tutti i presenti la lodarono molto, ed uno dei giudici insistette vivamente perché le venisse assegnato il premio per la “partita più brillante”, stante la lunga e difficile combinazione iniziata al quindicesimo tratto.

Jose Raul Capablanca – Milan Vidmar
Torneo del Congresso di Londra, 13° turno, 31 luglio 1922

Capablanca medita sulla sua 15ª mossa durante la partita contro Vidmar, Londra 1922 (The Tatler, 23 agosto 1922, pagina 285, recuperata dal sito ChessHistory)

Jose Raul Capablanca – Milan Vidmar
Torneo del Congresso di Londra, 13° turno, 31 luglio 1922

Fino ad ora nessuna traccia di questa eccezionale mossa di Vidmar, e, in effetti, la partita è stata una sorta di soliloquio di Capablanca, la cui lunga combinazione iniziata con 15. a3 gli garantì, pur non giocando le continuazioni più precise, un significativo vantaggio di materiale alla sospensione della partita. La posizione era quella del diagramma.

Jose Raul Capablanca – Milan Vidmar
Torneo del Congresso di Londra, 13° turno, 31 luglio 1922
Posizione dopo 42. Tb6-b8+

Capablanca però non era ancora alla scacchiera, né si presentò nei minuti successivi. Il tempo continuò a trascorrere e l’arbitro fece cenno a Vidmar che la bandierina del cubano sarebbe caduta presto. Vidmar nel frattempo era diventato sempre più nervoso.

E se Capablanca avesse capito male la conversazione della sera prima? Avevano parlato in francese e nessuno dei due lo parlava perfettamente, quindi … se avesse capito che la sua intenzione di abbandonare era definitiva e l’avesse interpretata come un abbandono?

Vidmar non ci pensò troppo: mancava poco più di un minuto allo scadere del tempo per il Bianco e lui… abbandonò! 1-0 Quale mossa più cavalleresca di questa avrebbe potuto essere giocata?


Capablanca, ignaro del dramma che si sarebbe potuto consumare sulla scacchiera, quando si presentò in sala torneo vide solamente il Re di Vidmar in orizzontale sulla scacchiere e rivolse allo sloveno un sorriso di circostanza. Eppure, se Vidmar non avesse seguito la sua coscienza e la sua sportività, il torneo sarebbe andato in tutt’altra direzione, probabilmente a favore di Alekhine!

Di tutto ciò ovviamente non c’è traccia sui formulari delle partite, ma è giusto che la decisione di Vidmar, la più corretta dal punto di vista sportivo, venga ricordata. D’altra parte, qualche volta l’uomo può opporsi al Fato e dimostrarsi superiore alla ricerca del risultato.

Vidmar non vinse quel torneo, ma l’alta considerazione che ebbe sempre fino al termine della sua carriera fu basata non solo sulle sue qualità come giocatore e sugli eccellenti risultati ottenuti nei vari tornei: il titolo di Grande Maestro attribuitogli nel 1950 quando fu istituita la categoria fu ovviamente più che meritato.

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