Alcuni dei miei ricordi di Marco Bonavoglia
Jesi 2011: Marco Bonavoglia Delegato Italiano al 54° Congresso mondiale dei Problemisti
(Roberto Cassano)
La morte di una bella persona, amico di lunga data, è una tristissima occasione per la quale, anche se si vorrebbe urlare il proprio grande dispiacere, si rimane senza fiato e, quindi, senza parole. Anche di quelle scritte. Quasi a non voler credere possa essere accaduto mentre si sa benissimo che è accaduto; non so se sia una sorta di rifiuto ma poco ci manca e così – giorno dopo giorno – il tempo passa…
Oggi è il primo anno da quando Marco non c’è più ed io in quest’ultimo anno non l’ho mai dimenticato, l’ho pensato spesso come – ne sono certo – tanti altri che lo hanno conosciuto. Ho avuto occasione di parlarne con amici problemisti e ne abbiamo parlato più volte anche in Redazione: è arrivato il tempo che anch’io scriva alcuni dei miei ricordi.
Ho conosciuto Marco Bonavoglia nel 1979. Ovviamente durante un evento scacchistico. Un importante evento all’aperto e con una grande partecipazione di pubblico; quando non c’erano i social era normale organizzare qualcosa all’aperto per portare gli scacchi in mezzo alla gente: avrebbe potuto contribuire a far conoscere il gioco a centinaia di persone in più; un’iniziativa simile è stata quella del 16 aprile di quest’anno promosso dal Municipio Roma III Montesacro e gestito tecnicamente e professionalmente dall’A.S.D. Steinitz in Piazza Sempione, come raccontato e documentato in Scacco Matto! al gioco online.
Questo il nostro primo incontro: era il 23 settembre 1979, sette anni dopo il “match del secolo” Fischer – Spassky, ed eravamo a Roma in Piazza Navona, perchè c’era la possibilità di seguire una partita dal vivo giocata dall’allora unico GM italiano Sergio Mariotti, fiorentino ma romano d’adozione, che vinse contro il sovietico vice-Campione del mondo GM Viktor Korchnoj, nel periodo 1960-1980 uno dei protagonisti della scena scacchistica internazionale; la partita sarebbe stata commentata in diretta dal MI Giorgio Porreca, all’epoca Direttore della rivista SCACCO! e nel pomeriggio anche la possibilità (non la certezza) di giocare nella simultanea tenuta da Sergio Mariotti su 9 o 10 scacchiere giganti: una vera leccornìa e quel giorno eravamo davvero in tanti !
Marco aveva compiuto ventisei anni, io tre in meno. Era Candidato Maestro già dall’anno prima (1978), già giocava gli eterodossi ed iniziò a comporre l’anno successivo (1980). Era lì, insieme ad altri scacchisti (uno sparuto gruppetto di romani) per pubblicizzare gli scacchi eterodossi dell’A.I.S.E. (Associazione Italiana Scacchi Eterodossi) e mi offrirono alcune pagine dattiloscritte e fotocopiate che sono ancora presenti negli scaffali della mia libreria. Io ero lì con altri amici scacchisti per tutto il resto anche se avevo già letto con grande curiosità il Capitolo “Le Bizzarrie” su Il libro completo degli scacchi di Chicco e Porreca nel 1973.
In seguito, come si può immaginare, molte altre volte mi sono incontrato con lui sempre per eventi ludici, principalmente per la problemistica rigorosamente eterodossa; tanto per farvi capire meglio la situazione: difficilmente abbiamo parlato degli Scacchi classici o del (suo) Gambetto Léttone e nemmeno dei problemi diretti (#2, #3, ecc.) bensì, quasi esclusivamente di aiutomatti (i miei preferiti), varianti e condizioni eterodosse (Progressivi, Vinciperdi, Circe, ecc.) e talvolta – con Marco era inevitabile – anche del Grillo (pezzo eterodosso che si muove come la donna ma ha bisogno di un pezzo sopra cui saltare!) e ovviamente di retroanalisi (la sua preferita perché come diceva c’era “scacchi e matematica e logica!”).
Purtroppo non ho delle fotografie dei primi tempi ma ne ho ritrovate alcune che inserirò qui sotto per ricordarlo; con la mia attuale (poca) memoria, aiutato dalla mia biblioteca e da internet, dopo quel nostro primo incontro ricorderò alcuni degli eventi più significativi, per mia praticità divisi per decadi, solo per punti o in maniera più dettagliata, probabilmente con carenze ed imprecisioni per le quali mi scuso anticipatamente.
Negli anni 1980-1989
1980: la costituzione dell’A.I.S.E. (Febbraio).
Collaborazione al trimestrale ETEROSCACCO, l’Organo Ufficiale dell’A.I.S.E.
2° Campionato Italiano a Squadre A.S.I.G.C.: l’A.I.S.E. partecipa con 3 squadre per cercare di diffondere ‘il morbo eterodosso’.
1981: Torneo di Othello (Circolo Sportivo dei dipendenti della Camera dei Deputati in via della Fonte dell’Acqua Acetosa a Roma (lui arrivò tra i primi, io molto dietro); a Barletta in Luglio Marco stravinse il 1° Campionato Italiano a tavolino di Scacchi Progressivi con 16 punti su 16 partite! (io 4°, con 12 punti).
Marco fu uno dei redattori fissi della rivista bimestrale Zeitnot il cui primo numero coincise circa con l’apertura del DLF Steinitz.
1984: partecipò per la prima volta al raduno problemistico ad Andernach am Rhein andandoci molte altre volte (più sotto ne capirete il motivo).
1985: Marco ed Alfonso Carfora diedero vita ad ESP (ETEROSCACCO PROBLEMI, supplemento ad ETEROSCACCO.

Nella seconda metà degli anni ’80 curò, alternandosi con Carfora, la rubrica di Problemi Eterodossi su ETEROSCACCO, tenne i rapporti con i Giudici dei concorsi e con le riviste estere di problemistica eterodossa, le gare speciali di soluzione e iniziò la rubrica ‘ALLEGRO CON BRIO – PROBLEMI DI STRAORDINARIA FOLLIA’ (retroanalisi, aiutomatti, circe, il grillo e altre bizzarrie) che tenne fino al 1990 (ETEROSCACCO n.51).
Al campo problemistico dedicò maggiormente il suo interesse: fu il segretario dell’Associazione Italiana dal 1984 al 91 e delegato italiano alla FIDE dal 1985 al 1996. Girò l’Italia, l’Europa e si recò anche in Brasile (Rio de Janeiro, 2009) e in Giappone (Kobe, 2012) per tornei e congressi: un globetrotter degli scacchi che aveva amici sparsi dovunque.
Negli anni 1990-1999

Lavorò a Roma dal 1976 al 1990 e quando dal 1991 al 1994 andò a lavorare a L’Aquila pensavo che lo avrei “perso di vista” mentre, paradossalmente, lo incontrai molto più spesso di quando stava a Roma; partecipò a tante delle riunioni problemistiche mensili dell’ARPA (Accademia Romana Problema Artistico) che si tenevano ogni terzo martedì del mese nel pomeriggio: arrivava sempre per ultimo e spesso restava a cena (per una Carbonara e/o la solita “pizza e birra” in compagnia) poiché andava a dormire in Via della Camilluccia dai suoi genitori per ripartire la mattina seguente.
Fu proprio in una di quelle riunioni romane di trenta anni fa che nacque l’idea di creare un bollettino gratuito da inviare a tutti i problemisti italiani. Riporto dal Bollettino ARPA n.1 del 15 ottobre 1993: “Questo bollettino si propone di colmare un vuoto che nessun gruppo, che abbia intenzione di espandersi, può permettersi: non disporre di un proprio organo di informazione. Dall’aprile di quest’anno un piccolo gruppo di problemisti (solutori e compositori, esperti e principianti), per iniziativa del Dr. Marco Crucioli, si è dato un appuntamento mensile: ogni terzo martedì, alle ore 17, presso l’Accademia Scacchistica Romana (Via Re Tancredi n.8 – 00162 Roma Tel. 06-44233945), situata a circa 100 metri dalla fermata di Piazza Bologna della Metro M (da Via Lorenzo il Magnifico la prima stradina a destra).”
Presso l’A.R.P.A. venne anche istituita una piccola “Biblioteca circolante del problemista” grazie alle molte vecchie riviste donate da Marco e da altri problemisti.
Quelle riunioni problemistiche andarono avanti fino al 1999 ma per Marco quegli gli anni furono molto intensi: per motivi di lavoro se ne andò per circa sei mesi nel New Jersey (1991-1992), tornò a Milano nel 1994, nel 1996-1997 andò a Parigi e l’anno dopo ritornò definitivamente a Milano (non è che mi sono ricordato tutto eh!, l’ho riletto!).
Quando era negli USA non ci sentimmo mai, ci siamo scambiati poche e-mail andate perdute, ma quando era in Francia ci siamo sentiti più volte e – dopo sei anni – gli ritornò la sua (bona)voglia di riprendere la sua ‘briosa’ rubrica (da ETEROSCACCO n.74). E quando ritornò a Milano, più di una volta ritornò a Roma per le nostre riunioni e per incontrarsi con i vecchi amici problemisti romani e non.
Nell’estate del 1999 per svariati motivi l’A.R.P.A. smise di suonare per un bel po’ di tempo e il bollettino non venne più realizzato ma il gruppo romano, quando poteva, continuava ancora a riunirsi seppur saltuariamente (due o tre volte l’anno).
Un piccolo merito di quelle riunioni romane: nel 1997 il trimestrale BEST PROBLEMS iniziò le pubblicazioni, ad ottobre 2023 è uscito il fascicolo n.108.
Negli anni 2000-2009

2000-2001 (?): l’incontro dopo circa 15 anni tra Marco e Alfonso Carfora presso l’Accademia Scacchistica Romana che era già in Via Luigi Pulci 14.
Dalla fine degli anni ’90 e nei primi anni duemila continuò a comporre in minore quantità; nel database di WinChloe risultano 182 sue composizioni di cui 71 nel 1980-1996 e 97 nel 2004-2022.
Collaborò saltuariamente a BEST PROBLEMS, a Sinfonie Scacchistiche e ad altre riviste anche estere in vari modi.
Il periodo 2005 lo salto a piè pari riportando cosa scrisse Marco sulla sua pagina personale: “La notte fra il 7 e l’8 febbraio del 2005 sono rinato all’Ospedale Maggiore di Milano, al Padiglione Zonda centro dei trapianti di fegato. I trapianti nel Nord Italia vengono gestiti dal NITp, che ha un sito molto ben fatto e pieno di dati.”
Era davvero rinato in tutti i sensi perché l’anno successivo continuò a comporre (18 problemi pubblicati nel 2006-2007) e dopo una buona ripresa organizzò dal 2008 il 1° Meeting problemistico di Sant’Ambrogio che andò avanti per alcuni anni mi pare fino al 2013.
Tutti incontri di successo per i tanti eventi, per il divertimento e la partecipazione: gare di composizione di vario genere, mini-conferenze di argomento problemistico, il Campionato Italiano di soluzione veloce, problemisti stranieri, ecc.
Negli anni 2010-2019
Anche quando viveva a Milano non rinunciò ad incontrarsi con gli amici problemisti romani e partecipò ad alcune significative riunioni problemistiche dell’ARPA come ad esempio quella di sabato 8 maggio 2010. Riporto il testo pubblicato su La miniatura del 17 Luglio 2010: “Le Accademie romane. Tra le più famose Parma, Reggio Emilia, Modena, Montecuccoli con parecchi problemisti !, Napoli (presso la famiglia Carafa), le Accademie, quelle tipiche associazioni della cultura settecentesca italiana vengono ancora oggi mantenute in vita grazie ad un piccolo gruppo problemistico che, dopo il 4 marzo ed il 7 aprile, si è nuovamente riunito a Roma sabato 8 maggio ottenendo il RECORD DI PARTECIPAZIONE !!!
Oltre ai problemisti romani (Alberto Armeni, Roberto Cassano, Marco Crucioli, Angelo Smecca e Vincenzo Tenebra), c’è stata la graditissima partecipazione annunciata di Valerio Agostini e Gabriele Brunori di Perugia e quella quasi ‘a sorpresa’ di Marco Bonavoglia di Milano, portando ad otto il numero dei partecipanti !!!
Questo il programma svolto nell’intera giornata: Breve presentazione del sito http://www.accademiadelproblema.org a cura di Gabriele Brunori; Lettura a cura di Roberto Cassano del Verdetto di A. Garofalo del 1° Concorso tematico “La Carbonara”; Composizione libera singola e/o in collaborazione; Pranzo; Info generali sui ‘LAVORI PER LA COSTITUENTE’; Mini Lecture: Analisi Retrograda a cura di M. Bonavoglia.”
Un piccolo merito di quelle riunioni milanesi: risorse l’A.P.I. e con essa la rivista Sinfonie Scacchistiche che ripartendo dalla vecchia numerazione proseguì col n.103; ad Ottobre 2023 è uscito il fascicolo n.154.
Il 29 e 30 agosto 2010 partecipò alla riunione di Bari; questo il resoconto di Valerio Agostini: “L’A.P.I. E’ RISORTA ! E così ragazzi ce l’abbiamo fatta: nel “precongresso” di Bari (il vero e proprio sarà a dicembre per il Sant’Ambrogio in Milano) erano presenti Agostini, Garofalo, Brunori, Simoni, Guida, Bonavoglia e Minerva.”; per la cronaca: io, pur trovandomi in provincia di Lecce, avevo degli impegni e nessun problemista di Roma partecipò.

Da Sinfonie Scacchistiche n.103 del Gennaio-Marzo 2011: “4° Incontro Problemistico di ROMA – Sabato 16 ottobre 2010. Proprio per festeggiare il 54° Congresso Mondiale dei compositori è stata scelta, per il 4° Congresso Problemistico di Roma, la data di sabato 16.10.2010 giorno dell’arrivo a Creta dei nostri quattro porta-colori azzurri (Bonavoglia, Guida, Parrinello e Rallo) con l’augurio di ottenere premi ed onorificenze. Negli accoglienti locali dell’Accademia Scacchistica Romana erano presenti Agostini, Armeni, Cassano, Crucioli e Tinebra ben sapendo che nel menu della capitale la carbonara c’è sempre!
A Jesi (AN), dal 20 al 27 agosto 2011, al 54° Congresso mondiale dei Problemisti ci andò in qualità di Delegato Italiano.

La cosa più bella in assoluto accadde durante le Premiazioni quando un nutrito gruppetto di stranieri, tutti armati di macchina fotografica o telefonini, ha invitato noi italiani a restare in posa in gruppo con indosso le nostre magliette blu royal con la scritta API: per me resterà per sempre il più bel ricordo di quell’evento !
Milano, 8-11 dicembre 2011, dal report scritto da Marco: “Quattro ospiti dall’estero, oltre Michel Caillaud e Uri Avner (che ormai sono ospiti tradizionali) quest’anno ci vengono a trovare dalla Svizzera Thomas Maeder e Klaus Köchli (quest’ultimo solo per la gara di soluzione)” per 22 partecipanti oltre due gentili consorti.
Negli incontri romani degli anni 1993-1999 (le riunioni dell’ARPA) e in quelli milanesi degli anni 2008-2011 (i meetings di S. Ambrogio) aveva sempre qualche ‘strana’ posizione da farci vedere per poi mostrare la soluzione e tante altre idee sul quale stava lavorando; una volta venne presso l’Accademia Scacchistica Romana, quando questa era ancora in Via Re Tancredi 8, portando una bassa e larga scatola di cartone (dove forse in precedenza c’era una camicia?) con all’interno un discreto numero di composizioni scacchistiche scritte sopra quei foglietti rettangolari con sopra la scacchiera stampata con o senza le coordinate e qualche annotazione di suo pugno: ogni tanto ne cercava una, ce la mostrava sulla scacchiera dicendo l’enunciato e chiedendo la soluzione.
Marco dai luoghi scacchistici in giro per il mondo inviava spesso, a me come ad altri amici problemisti, una cartolina con i saluti e le firme di alcuni dei partecipanti: non poteva mancare da Andernach:

Ad Andernach sarei voluto andare al 40° MarchenSchachFreundeTreffen (tranquilli si tratta del raduno dei problemisti eterodossi) del 2014 ma non ci riuscii e partecipai insieme a Marco, unici due italiani, a quello successivo dal 14 al 17 maggio 2015.
Partendo in aereo, da Milano Linate lui ed io da Roma Fiumicino, ci incontrammo alla stazione ferroviaria di Francoforte che si trova nel Terminal 1 dell’aeroporto per poi proseguire insieme il viaggio fino ad Andernach am Rhein (Andernach sul Reno), il maggior centro del circondario di Mayen-Coblenza.
Lì, nel locale Ratskeller, ci aspettava a piè fermo Zadrko Maslar, il problemista jugoslavo (serbo) che dal 1974, ininterrottamente, organizzava l’evento (Marco era un habituee, per me era la prima volta) che, come da tradizione, si tengono nel week-end lungo a partire dal giorno dell’Ascensione ad Andernach.
Dalla primavera del 2017 e fino al settembre 2018 ha collaborato a questo blog con poco meno di trenta articoli; alcuni dei titoli Trucchi, trappole e gambetti!, In viaggio fra gli alieni: il problemista, Pari o dispari?.
Questo è un aneddoto del 14 settembre 1996 avvenuto ad Arezzo in occasione dell’Assemblea dei soci A.I.S.E. organizzata da Fabio Forzoni nella bella cittadina toscana: non appena arrivò giunse il momento di presentargli Marco col quale Forzoni aveva giocato per corrispondenza e del quale aveva letto su ETEROSCACCO. Forzoni esclamo: “Ah, Marco Bonavoglia ! Un mito!” al che Marco, ridacchiando, rispose: “Ciao, mi sento già con un piede nella fossa!”.
Di Marco, lo scoprii in seguito, era anche un amante del “Sommo Poeta”, della musica di Puccini e di Guccini (uno dei miei cantautori preferiti), che aveva una buona conoscenza della lingua inglese e che visitò parecchi paesi, nel 1976 andò in Afghanistan !
E se volete conoscere qualcosa in più andate a curiosare nella sua interessante pagina personale “Le Grotte di Marco Bonavoglia” che iniziò a scrivere nel 2004. Vi troverete molte cose interessanti, tra le tante questa:
“Ho visitato e/o vissuto in molte città. Alla fine ho scelto Milano (nessuno mi vuol credere, ma è vero, mi piace vivere a Milano!), ma di altre città ho un ottimo ricordo: New York! la capitale del mondo, due anni indimenticabili a Parigi, L’Aquila per tutti gli amici, Torino o l’adolescenza” ma non ha inserito Roma, la città dove io vivo.
Caro Marco, so già che quando ci incontreremo mi farai vedere delle nuove varianti. Ciao!
Conobbi Marco sul finire degli anni ’70. Qualche anno dopo venne a darci una gran bella mano per la rivista “Zeitnot”. Era una persona piacevole e intelligente quanto bonaria e semplice, Un esempio della sua arguta umiltà è in queste parole che ci scrisse nel 2017: “Stavo provando a scrivere un pezzo sul congresso di Dresda, ma mi sono reso conto che per i non addetti ai lavori è terribilmente noioso, devo trovare qualche idea per renderlo digeribile”. Sai, Marco, che noi dopo 365 giorni non abbiamo ancora digerito la tua assenza?
“Piacere Eustachio” “Piacere Aurelio. Panvocalico anche lei?” “Ma come si permette?”
Questa è la battuta con la quale Marco mi conquistò definitivamente. Sapevo che era un bravo giocatore, che aveva una mente curiosa e versatile che gli faceva esplorare sempre gambetti rischiosi, scacchi eterodossi e composizioni problemistiche particolari. Passare però con lui una settimana nel 1983 ad Arco di Trento me lo fece scoprire come impareggiabile compagno di avventura, sempre in grado di trasformare un pasto o una passeggiata in un’esperienza intellettuale, con aneddoti, racconti, indovinelli, arguzie e facezie che, confesso, in gran parte ricordo ancora oggi e uso spudoratamente quando voglio intrattenere un piccolo uditorio.
Non ci frequentammo molto di persona, con la vita che ci tenne lontani per geografia e, per quanto mi riguarda, anche per interruzione della frequentazione scacchistica comune. Fui quindi contentissimo quando, contattato da Riccardo, acconsentì a scrivere per “UnoScacchista” qualche articolo. Rileggeteli, se avete tempo: sono come sempre vivaci e non ortodossi nel raccontare vicende scacchistiche o commentare partite o descrivere gli aspetti meno noti dei problemi scacchistici e degli scacchi eterodossi.
Con lui ho condiviso la passione per Richard Feynman e ho potuto scambiare pensieri e battute su concetti tra gli scacchi e la matematica, sempre al confine con lo scherzo e l’assurdo. Da quello scambio di e-mail nacquero due post di Marco sul tema della “parità” che di tanto in tanto ancora rileggo con grande piacere.
Poi… l’aggravarsi delle sue condizioni di salute e il diradarsi dei nostri scambi di e-mail. A metà novembre del 2018, durante il mondiale tra Carlsen e Caruana, ebbi occasione di passare a Milano e trascorrere un po’ di tempo con Adolivio Capece e gli amici della Società Scacchistica Milanese alla Palazzina Appiani e cercai Marco per farglielo sapere. Riuscimmo solo a parlare brevemente al telefono, commentando gli impegni di lavoro e le condizioni di salute.
Come sempre ci lasciammo con la promessa di incontrarci la volta successiva che sarei passato per Milano. Inutile dire che la vita raramente offre altre occasioni se non vengono cercate e, con mio dispiacere, non ci incontrammo né sentimmo più.
Sappi, Marco, che quello che abbiamo condiviso, per poco e breve possa sembrare, rimane vivo. E solo questo possiamo sperare per il nostro passaggio su questa Terra.
Oramai è passato quasi un anno e mezzo da quando un altro amico scacchista ha compiuto il “grande passo”, con il sommo dispiacere di noi tutti.
Marco è stato per noi giovani scacchisti del circolo Arci Roma IV quella che può essere definita “l’altra metà della mela”. E sì, perché lui era un fervente appassionato degli scacchi eterodossi, e non perdeva occasione per farci vedere mosse e posizioni incredibili. Io non riuscii mai ad essere completamente coinvolto da queste varianti del nostro incredibile giuoco, ma devo dire che rimanevo spesso affascinato dalla sua esposizione di analisi strabilianti e decisamente originali, che a volte erano anche sue creazioni, perché è stato anche un apprezzato compositore di problemi, sempre legati al mondo eterodosso.
Oltre al classico, e relativamente semplice “Vinciperdi”, a lui piaceva molto la “Retroanalisi” sulla quale ho sempre alzato le mani, riconoscendo implicitamente la superiore intelligenza della controparte capace di ragionamenti per me difficili da capire. Forse, per indorare la pillola, se mi fossi messo a pensare con la mente aperta, cercando di entrare nella profondità dei ragionamenti necessari, avrei anche potuto risolvere qualche posizione, ma quello che mancava era la voglia e la volontà di addentrarmi in un qualcosa che vedevo lontano dalla mia passione principale. E vederlo argomentare con sicurezza e con ragionamenti estremamente logici e conseguenziali su come si era raggiunta una determinata posizione, mi facevano sentire le sue spiegazioni come in una sorta di trance in cui tutto sembrava così facile una volta avute le soluzioni.
Era anche, per noi, un giocatore di livello superiore essendo un Candidato Maestro mentre noi eravamo tutti delle categorie nazionali e, naturalmente, era un giocatore di Gambetto.
Ricordo distintamente, nonostante il tempo trascorso, quando andammo a prenderlo con Uberto e Riccardo e con l’auto di quest’ultimo, alla stazione di Rovereto in occasione del Torneo di Arco di Trento del 1983. Lui scese dal treno con la borsa morbida, di pelle nera e con le lunghe maniglie, nella mano sinistra e con un sorriso stampato sulla faccia contornata da una bella barba, con gli occhiali a dargli quell’impronta di giocatore di livello superiore. La sua corporatura imponente, alta e robusta, completavano la figura di un personaggio che per me era quasi come un fratello maggiore a cui prestare la massima attenzione quando parlava di scacchi, perché lo faceva sempre in maniera originale.
E ricordo anche quando al circolo si analizzavano varianti incredibili, di cui lui era un entusiastico sostenitore. Naturalmente, come scritto sopra, era un appassionato di gambetti, tra cui il “Gambetto Lettone”, bannato dalla teoria ufficiale come decisamente inferiore. E lui, non contento, analizzava con noi una variante in particolare in cui il Nero sacrifica una qualità per avere un vantaggio di sviluppo. E via a farci vedere, in maniera entusiastica, continuazioni su continuazioni in cui dimostrava la pericolosità del controgioco del Nero.
Buon viaggio nei Campi Elisi Marco, e chissà, arrivederci in un prossimo futuro.