Scaccobollo – Petrosian 9° Campione del Mondo 1963-1969
“Il gioco degli Scacchi, il Re dei giochi, attraverso la filatelia: la Regina degli hobby”
(Roberto Cassano)
Il termine ‘Scaccobollo’ ha riunito la mia passione per le 64 caselle e quella per i francobolli e questa rubrica iniziata 8 anni ha raggiunto le 60 puntate; le trovate tutte qui e se volete potrete farne un vostro book personale o, magari, lo farete alla puntata numero 64. 😉
Torniamo all’oggi: dopo tutti i giganti del passato e i tre lustri di Botvinnik intervallati prima da Smyslov e poi da Tal, non si poteva che approdare cronologicamente al 1963, l’anno in cui lo scettro scacchistico del comando passò nelle mani di Tigran Vartanovič Petrosjan che si presentò alla sfida mondiale dopo aver dominato il Torneo dei Candidati di Curaçao nel 1962 vincendo il quadruplo girone all’italiana con 17,5 punti senza perdere neppure una partita (+8 =19), torneo celebrato dalle Antille Olandesi con una splendida serie di tre francobolli.
Il match contro Botvinnik fu una lezione di grande pazienza: Petrosjan vinse 12½ a 9½ diventando il nono Campione del Mondo che segnò la fine di un’era, quella del “Patriarca” degli scacchi sovietici che, non essendoci più la possibilità di richiedere la rivincita (la FIDE cambiò le regole), decise ormai ultracinquantenne di non partecipare più al Torneo dei Candidati.
L’Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche, per celebrare l’evento, emise una serie di tre francobolli dentellati e altri tre non dentellati con scritte in cirillico e l’anno ‘1963’ in basso a destra.

Questo è il valore facciale da 4 kop (copechi, la centesima parte del Rublo) con la raffigurazione di una medaglia d’oro con incisa una Torre nel mezzo di una scacchiera giallo-verde con la scritta <<CHAMPION DU MONDE>>, con accanto sul lato destro un Re nero e un pedone bianco ed in alto a destra una corona di Re su fondo celeste. Gli altri due francobolli si possono vedere qui.
Tigran Petrosian

Tigran Vartanovič Petrosjan (Tbilisi, 17 giugno 1929 – Mosca, 13 agosto 1984), di origini armene nacque in Georgia dove trascorse gran parte dell’infanzia imparando a giocare all’età di otto anni frequentando una scuola locale di scacchi al palazzo dei pionieri di Tbilisi.

Petrosjan veniva chiamato la “Tigre” per la sua capacità di saper attendere il momento propizio prima di “azzannare” la sua preda; e se l’Unione Sovietica lo celebrava come parte del proprio sistema sportivo, l’Armenia ha elevato Petrosian a simbolo d’identità e lo ha venerato come un eroe nazionale al punto che nel 2018, la Banca Centrale d’Armenia lo ha raffigurato su una banconota da 2000 dram.

Le posizioni scacchistiche raffigurate sulla banconota fanno riferimento a partite del 1963, quando Petrosian divenne campione del mondo.
Petrosian, una leggenda armena, fu direttore dal 1968 al 1977 della rivista di scacchi “64”, la più diffusa in Unione Sovietica.
Nelle competizioni a squadre e nei campionati nazionali, la sua leggendaria solidità lo rendeva la colonna portante di ogni formazione: un giocatore che non solo non perdeva, ma che permetteva ai compagni di rischiare sapendo di avere le spalle coperte. Per un lungo periodo fu un giocatore capace di rendere l’invulnerabilità un’arte: alle Olimpiadi scacchistiche Petrosjan stabilì record che sembrano oggi impossibili; difese i colori dell’Unione Sovietica per venti anni in 10 edizioni consecutive (dal 1958 al 1978). Il suo score olimpico è notevole (80,2% dei punti): 129 partite giocate, vinte 78, pareggiate 50 e persa soltanto una, contro il tedesco occidentale Robert Hübner alle Olimpiadi di Tel Aviv nel 1964, conquistando 6 Medaglie d’Oro individuali, 9 Medaglie d’Oro di squadra e 1 Medaglia d’Argento di squadra.
Il dominio in patria nei Campionati Sovietici (SSSR): se il titolo mondiale del 1963 lo ha consacrato nell’Olimpo, i Campionati nazionali hanno dimostrato la sua costanza nel torneo più difficile del mondo; Petrosjan nell’arco di tre lustri è stato quattro volte Campione dell’URSS (1959, 1961, 1969 e 1975). C’è anche da annotare la sua performance del 1969: vinse il titolo nazionale proprio nell’anno in cui perse quello mondiale contro Spassky, a dimostrazione di una resilienza psicologica fuori dal comune.
Questa una sua partita:
E infine, last but not least, se volete, andate a leggere o rileggere il bel post di Uberto: Le voci dei campioni del mondo del passato: Tigran Petrosian nel quale c’è anche un breve filmato dopo la vittoria nel match del 1966 con Spassky.
(Qui la rubrica precedente e qui tutti gli articoli di questa rubrica)
[Come è consuetudine si cercherà di seguire cronologicamente, senza avere la pretesa di essere esaustivi, quanto scritto sulle maggiori riviste scacchistiche italiane da vari autori (Ariodante Agostinucci, Oscar Bonivento, Giuseppe Scoleri Cardelli, ecc.); a tutto ciò si aggiungeranno informazioni dai vari cataloghi italiani ed esteri e anche dal web, facendo largo utilizzo delle immagini cortesemente rese disponibili da Roberto Cardani, titolare del gruppo Facebook ‘Filatelia e Scacchi’, che ringraziamo.]