Uno Scacchista

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Un Caruana fantastico vince a WaZ, Carlsen secondo

8 min read

(Uberto D.)
Fabiano Caruana si impone al Tata Steel Chess 2020 con un imperioso 10 su 13! Un risultato che eguaglia le migliori performance di Kasparov (1999) e Carlsen (2013) nel torneo olandese, realizza una prestazione Elo di 2945 e riduce a soli 20 punti il distacco dal norvegese nella classifica Elo (erano 50 prima del torneo): congratulazioni e complimenti davvero! Lo spagnolo David Antón Guijarro ha vinto il Torneo Challengers e si è qualificato quindi per l’edizione Masters del 2021.

Il torneo Masters

Il torneo è stato sicuramente vivacizzato dai molti giovani che gli organizzatori hanno meritoriamente invitato. Vedere come i vari Firouzja, Van Foreest, Xiong, Artemiev e Duda hanno messo in difficoltà i campioni affermati è stata una ventata di aria fresca. Se alla fine sul podio sono andati i 3 favoriti della vigilia, non  per questo si può dire che il torneo non sia stato combattuto e divertente.

Il numero di partite patte è stato di poco sotto i due terzi del totale, ma solo poche sono state scarsamente combattute (tra cui, con un certo disappunto, quella dell’ultimo turno tra So e Carlsen, con la quale lo statunitense ha di fatto rinunciato a lottare per il secondo posto).

La prestazione-monster di Fabiano Caruana è confermata dalla tabella progressiva dei risultati, che mette in mostra l’incredibile seconda parte di torneo del vice-Campione del Mondo. Dopo la vittoria, abbastanza fortunata, contro Anand all’ottavo turno, Caruana ha giocato molto, molto bene ed ha pienamente meritato la vittoria finale , come ha ammesso senza giri di parole Carlsen.

Dopo l’ultima giornata di riposo, Caruana era in testa a tre turni dalla fine con mezzo punto di vantaggio su Carlsen e tutto lasciava prevedere uno dei soliti finali veementi del norvegese. Invece chi si è prodotto in un eccezionale 3 su 3 è stato proprio Caruana, mentre dietro di lui Carlsen e So non sono andati oltre 3 patte.

Mi auguro che Caruana non sia scaramantico, visto che il Torneo dei Candidati comincia tra meno di due mesi e nel 2018, quando lo vinse, era reduce dal suo peggior Tata Steel Chess di sempre. In realtà, se qualcuno ipotizzava che lo statunitense avrebbe giocato con il “freno a mano tirato” nascondendo la preparazione per il Torneo dei Candidati, la risposta è stata chiara: nessuna tattica a protezione dello stato di forma!

Dietro Caruana gli altri due “big” del torneo, Magnus Carlsen e Wesley So che, pur finendo anch’essi imbattuti, non sono riusciti a dimostrare sulla scacchiera lo smalto che sarebbe servito per battere i tanti giovani avversari che hanno portato energia e vitalità al torneo.

Se Carlsen può dirsi soddisfatto della allungata serie senza sconfitte (portata a a 120 partite) e della vittoria simbolicamente importante contro Firouzja, ha dovuto riconoscere di non attraversare il suo miglior periodo di forma. Che il norvegese non abbia trovato fluidità e spontaneità di gioco è stato chiaro a tutti, ma soprattutto a lui, che ha già annunciato che non giocherà più tornei fino al Grenke Open di Aprile. Immagino che oltre alla forma mentale e fisica, Carlsen dovrà anche lavorare sul suo repertorio di apertura, dato che sembrano esaurite le “munizioni” che aveva preparato per il mondiale del 2018.

Gli occhi di tutti sono stati puntati sullo sfavillante ingresso sulla scena di Alireza Firouzja, che ha chiuso con un ottimo 50% dopo un inizio incredibile  ; appaiati al quarto posto troviamo il russo Daniil Dubov e il migliore degli olandesi che, a sorpresa, è Jorden Van Foreest, autore di molte partite complesse e brillanti.

A centro classifica un gruppo di quattro giocatori al 50%: Anish Giri (che, anche se ha vinto la scherzosa competizione tra gli olandesi per chi avrebbe finito al 50%, non deve essere stato contento di trovarsi Van Foreest davanti), Viswanathan Anand (che senza la sconfitta sfortunata contro Caruana avrebbe avuto ben altro per cui impegnarsi), Jan-Krzysztof Duda (che è riuscito a bloccare Carlsen sulla patta in una partita molto interessante ma che ha poi perso contro Caruana) e Alireza Firouzja (che dopo un inizio a spron battuto ha infilato tre sconfitte in una sequenza che lo ha visto contrapposto a Carlsen, Caruana e Anand). Intervistato a fine torneo, alla domanda sul cosa dovrà fare per ottenere risultati migliori, ha semplicemente risposto “Continuare a giocare contro questi campioni e imparare da loro“. Saggia risposta, alla quale immagino che molti organizzatori di torneo vorranno e sapranno dare seguito invitandolo assieme ai “big”.

Seguono Jeffery Xiong e Vladislav Artemiev con 6 punti. Entrambi hanno giocato bene e lo statunitense ha molto da recriminare per la sconfitta patita da Kovalev visto il grande vantaggio in cui si era trovato. Vitiugov e Yu Yangyi sono le vere delusioni di questo torneo; smetterò di scegliere il giocatore per cui tifare nei tornei a WaZ: dopo aver “colpito” Andreikin due anni fa, stavolta ho portato sfortuna a Vitiugov. Pur con la scusante dell’inclusione all’ultimo momento in sostituzione di Ian Nepomniachtchi, il russo ha veramente giocato sotto tono e nella seconda parte del torneo ha più pensato a limitare i danni che a vincere partite.

Chiude la classifica il bielorusso Alexandr Kovalev che, qualificato dal Challengers del 2019, non è mai riuscito a trovare il passo per gli avversari di un torneo che, forse, era semplicimente al di sopra della sua portata.

Vi mostro un’altra tabella ricavata dai risultati del torneo, dove ho messo in evidenza cinque aree. Quella in alto a sinistra è relativa agli scontri diretti tra i primi classificati, dove di solito si assiste a molte patte; quella in basso a destra è, specularmente, quella relativa agli scontri diretti tra gli ultimi arrivati e solitamente è molto “turbolenta”, con patte e vittorie/sconfitte ugualmente possibili. La due zone in alto a destra e in basso a sinistra mostrano i risultati delle partite tra primi e ultimi e quindi sono usualmente affollate di vittorie (in alto) e di sconfitte (in basso). Infine, la zona centrale è dove i valori si sono dimostrati più equilibrati e dal numero di partite decisive si possono apprezzare la combattività e l’equilibrio di un torneo.

Si vede chiaramente come Caruana sia stato l’unico a vincere uno scontro diretto tra i primi della classifica (con Dubov) e come la sconfitta patita da Xiong contro Kovalev sia l’unico risultato “fuori media”. Si notano anche le due sconfitte di Van Foreest contro Xiong e Artemiev: se l’olandese avesse ottenuto un risultato migliore nel mini-torneo con gli adolescenti, chissà dove sarebbe potuto arrivare!

Chiudo questa analisi finale del Tata Steel 2020 con l’ultima partita di Caruana, nella quale, a risultato acquisito, si è esibito in un’ottima partita strategicamente molto solida e in una lunga e vincente passeggiata con il Re attraverso la scacchiera, in una sorta di “fuga per la vittoria”.

Un ottimo modo per Caruana di suggellare la sua prima vittoria a Wijk aan Zee e la sua 15ª vittoria in un supertorneo (calcoli di Megalovic)

Il Torneo Challengers

Nel torneo “degli sfidanti” si è imposto lo spagnolo David Antón Guijarro davanti a un terzetto composto dal giovanissimo uzbeko Nodirbek Abdusattorov, dall’olandese Erwin L’Ami e dall’ucraino Pavel Eljanov.

L’inaspettata sconfitta dello spagnolo al penultimo turno contro l’olandese Warmerdam ha dato speranze e obiettivi all’ultimo turno di Abdusattorov (che giocava contro il fanalino di coda Saduakassova) e a L’Ami ed Eljanov che giocavano tra di loro. In realtà queste partite sono finite tutte patte e la classifica è rimasta immutata.

Le patte sono state meno che nel torneo Master (il 60% del totale), con una inusuale supremazia delle vittorie dei Neri (21 contro 16 dei Bianchi). Va sottolineata l’ottima prova di Abdusattorov, che dopo un inizio imperfetto si è via via trovato a proprio agio, infilando una serie di tre vittorie tra il 9° e l’11° turno che lo mettono sicuramente tra i favoriti dell’anno prossimo.

Come detto, Guijarro giocherà nel 2021 il torneo Master, mentre nel Challengers giocherà il vincitore del torneo di qualificazione, il tedesco Roven Vogel.

Bene, il Tata Steel chess 2020 (o WaZ, Wijk aan Zee, con l’abbreviazione che ho usato nei miei post) si è chiuso. Ha raccontato, come sempre, molte storie fatte di giovani, di campioni e di passione per gli scacchi. Una passione che la fotografa ufficiale, Alina L’Ami, ha documentato con dovizia e capacità: non perdetevi le sue foto sul sito ufficiale del torneo (dal quale sono state prese tutte quelle di questo post).

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