Uno Scacchista

Annotazioni, Spigolature, Punti di vista e altro da un appassionato di cose scacchistiche

Adriano Chicco, Storico. Ma anche problemista

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(Antonio Garofalo)
Trenta anni fa ci lasciava il più grande storico italiano degli scacchi: Adriano Chicco (Genova, 16 febbraio 1907 – 30 agosto 1990). Lo Storico italiano per eccellenza, senza dubbio il più grande di tutti perché va anche considerato come il padre di tutti gli studiosi italiani venuti dopo di lui.

Dalla maggior parte degli scacchisti è conosciuto principalmente come l’autore dei seguenti libri: Il libro completo degli scacchi (1959) e il Dizionario enciclopedico degli scacchi (1971), entrambi in collaborazione con Giorgio Porreca, e la Storia degli scacchi in Italia (1990) scritto con Antonio Rosino.

Per più di mezzo secolo ha scritto dei più svariati argomenti legati al nostro gioco: di manoscritti e di antichi codici scacchistici, di storia locale, di personaggi, sulle relazioni tra gli scacchi e la letteratura (Alighieri, Boccaccio, Foscolo, Leopardi, Goldoni, ecc.), di poesia, arte, cinema, teatro, nonché delle corti dove era praticato il nobil giuoco, degli antichi pezzi ritrovati nelle catacombe di San Sebastiano e dei famosi pezzi di Venafro della fine del X secolo, tra i più antichi d’Europa, e dei partiti, gli antichi problemi di scacchi.

Ancora oggi, a distanza di svariati decenni, i suoi studi sono la base di partenza per chiunque si avvicini a questi argomenti scacchistici.

Chicco è stato un grande collezionista di libri, autore di numerosi articoli, saggi, opuscoli, per un totale di oltre 400 scritti; di seguito alcuni dei suoi lavori:

  • Gli scacchi in Liguria, Savona, Officina d’arte, 1939.
  • Un manoscritto inedito del 1500 sul giuoco degli scacchi, Firenze, L’Italia scacchistica, 1939.
  • Zibaldone di pensieri scacchistici, Genova, A. Lombardo, 1945.
  • Fortuna degli scacchi nel ‘500, Milano, L’Italia scacchistica, 1946.
  • Gli scacchi nel Regno di Napoli, Milano, L’Italia scacchistica, 1949.
  • Contributi alla storia dei problemi di scacchi: Gilio de’ Zelati e Ercole del Rio, Milano, L’Italia scacchistica, 1950.
  • Ruy Lopez de Segura, Milano, L’Italia scacchistica, suppl., 1980.
  • Luigi Centurini, Milano, L’Italia scacchistica, suppl., 1982.
  • Medioevo scacchistico toscano, Milano, L’Italia scacchistica, suppl., 1985, in collaborazione con Franco Pratesi e Alessandro Sanvito.
  • Lineamenti di una bibliografia italiana degli scacchi, Roma, AMIS, 1987, in collaborazione con Alessandro Sanvito.

Nel campo agonistico è stato apprezzato anche per essere stato un Maestro Internazionale della Composizione: compose circa 540 problemi di vario genere, fra i quali 118 premiati, alcuni demoliti (a quei tempi non c’erano computer); ha composto e pubblicato per alcuni decenni, un arco di tempo notevole, nei quali nascevano idee tematiche che a noi ormai sembrano obsolete, ma ciò nulla toglie, ovviamente, al valore assoluto dei suoi problemi. Diresse per sedici anni la sezione problemi della rivista L’Italia Scacchistica. Alcuni suoi studi sono nel database mondiale dell’olandese Harold van der Hejden.

Nel 1983 l’AMIS (Associazione italiana Maestri di scacchi) gli conferì il premio internazionale Gioacchino Greco “Una vita per gli scacchi“. Premio meritatissimo.

Due sue composizioni premiate col 1° posto:

Adriano Chicco
1° Premio L’Italia Scacchistica 1961

# 3                                            (8+8)                                      C+

Gioco Apparente (G.A.):

Soluzione:

Scambio delle seconde mosse bianche.


Adriano Chicco
1° Premio L’Echiquier de Paris 1950

# 2                                             (9+7)                                    C+

Gioco Apparente (G.A.):

Soluzione:

Cambio delle difese, ovvero matti trasferiti, con chiave di Re che evita due scacchi ma si pone sotto altri due scacchi diversi.


“Sono nato nel 1952, nel 1954 sono stato colpito dalla polio­mielite e non sono potuto mai andare a scuola, a quei tempi era improponibile, perciò mi definisco autodidatta. Imparai a giocare a scacchi grazie a una trasmissione televisiva condotta da Enzo Tortora, nella prima metà degli anni ’60 del XX secolo. Nel campo dei Problemi non ho raggiunto alcun titolo, le mie scarse onorificenze sono: 33 Premi, 69 Menzioni Onorevoli, 105 Lodi, 18 Posti in concorsi speciali ottenuti con problemi solo miei o in collaborazione. Dal 1996 scrivo e dirigo una piccola rivista dal nome altisonante, Best Problems” (Antonio Garofalo)

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